Vancouver Walking Tour: Downtown

Per chi questa estate ha in programma una gita fuori porta a Vancouver, il National Geographic Traveller ha pubblicato una mini guida con un tour a spasso per Vancouver Downtown.

Con partenza da Canada Place si risale verso il centro percorrendo Burrard Street, Robson Street e Horny Street. Un tour da percorrere rigorosamente a piedi per godersi la maestosità dei grattacieli, ma anche per scoprire angoli verdi nascosti, una vera chicca di Vancouver.

Dando un occhiata all’itinerario proposto, sono 10 le tappe principali che il National suggerisce:

  1. Canada Place
  2. Marine Building
  3. Christ Church Cathedral
  4. Fairmont Hotel Vancouver
  5. Vancouver Public Library
  6. Robson Street
  7. B.C. Electric Building
  8. Provincial Law Courts
  9. Robson Square
  10. Vancouver Art Gallery

Non rimane che fare la valigia ed imbarcarsi… good luck!

Ferragosto

Come in un normale ferragosto qualunque, stamattina ci siamo svegliati di buon ora, le 7, abbiamo fatto colazione, messo su la lavatrice e poi l’asciugatrice.

Lavi sta finendo di leggere un libro sdraiata sul letto, io bazzico in giro per la rete.

Tra un paio d’ore il check-out dall’ostello e poi l’ultima giornata in strada a Vancouver, anche se molto probabilmente la passeremo a Stanley Park. Un ultima birra ghiacciata con “iceberg brain”, e poi la corsa in aeroporto per l’ultima parte del nostro viaggio: Santo Domingo.

Ieri sera, a nostro modo, abbiamo anche festeggiato il ferragosto in un bellissimo pub irlandese a Downtown Vancouver. Era dai tempi del Johnny Fox che non andavamo in un pub irlandese pieno di gente fuori dagli appuntamenti comandati. Bellissima gente. Tantissima gente. Ambiente giusto. Camerieri in gonnellino nero, cameriere in gonnellino scozzese. Cosa si vuole di più?

Certo è che non avevo mai visto il controllo al metal detector per entrare in un pub e nemmeno il controllo documenti, qui infatti sotto i 19 anni non si beve e non si entra. A dispetto però di tutte questi controlli, l’impressione è quella di una vita assolutamente inquadrata in regole ferree e in quei pochi momenti, vedi il sabato sera, adibiti a divertimento, la regola è che non ci sono regole.

E’ come se si dovesse recuperare il tempo perduto. Non so, mi lascia sempre un po’ perplesso questo modo di fare. E’ anche vero che almeno qui le regole le fanno rispettano non come da noi dove le regole sono fatte solo per essere infrante, però diciamo, una via di mezzo forse sarebbe l’ottimale. Ma sono solo pensieri da domenica mattina questi.

Buon ferragosto a tutti ed arrivederci a presto.

Matrioca

A volte quando viaggiamo ci sono giorni un po’ strani, giorni che magari non hanno niente a che vedere con il viaggio in se o giorni nei quali un unica parola o un unico avvenimento, sintetizzano tutto.

Oggi è stato uno di quei giorni.
Questa mattina, complice il fatto che dovevamo completare gli acquisti per le Rockies, abbiamo deciso di prendercela con calma, in più oggi in British Columbia è festa nazionale e come ogni giorno di festa i negozi aprono alle 11, ergo abbiamo dedicato un paio d’ore a lavatrici d’ordinanza, un po’ di lettura e altre amenità del genere.
Inoltre abbiamo constatato che siamo veramente stanchi, e come diceva Lavi stamattina, nella settimana di Bangkok non ci siamo assolutamente risparmiati quindi un po’ di tranquillità non guasta.

Ci incamminiamo con calma in direzione del centro commerciale e dopo qualche isolato mi rendo conto che la struttura di queste grandi città nord-americane in fondo è veramente banale. Infatti se uno la guarda dall’alto la città appare come una grandissima piattaforma dei Lego sulla quale sono stati impilati tanti mattoncini di colore diverso per dare forma a case e grattacieli, ecco fatto, è tutto qui.

Decine e decine di strade si intersecano a 90° creando tanti rettangoli e quadrati più o meno tutti simili, fa quasi impressione per me che sono cresciuto in una realtà di “curve” tutta questa perpendicolarità.
Ci aggiriamo instancabili, o quasi, in questo dedalo di vetro e cemento scoprendo angoli e strutture a noi sconosciute. Downtown Vancouver ormai è la nostra seconda casa.
Raggiungiamo il porto sede tra l’altro di uno degli uffici turistici della città e acquistiamo l’indispensabile pass per accedere ai parchi nazionali. Da domani infatti saremo on the road per 10 giorni circa.
Concluse queste incombenze sono solo le 4 del pomeriggio e di tornare in ostello non ne abbiamo voglia, come del resto di metterci a sedere in qualche bar o terrazza. Non so come ma Lavi lancia l’idea di tornare a Stanley Park che da dove siamo dista veramente tanto, ma avanti il tempo è nostro. Ci incamminiamo e dopo un ora scarsa raggiungiamo finalmente l’ingresso. Dire che siamo stanchi è poco, per fortuna la temperatura estremamente gradevole è dalla nostra.

In questo stato ormai spariamo cazzate a più non posso ed è proprio in questi momenti che noi due ci facciamo le risate più gustose. Ed ecco che appena entrati nel parco, veniamo accolti da un stormo di oche canadesi che se stanno beatamente adagiate sull’erba. Mai viste oche così grosse. E qui mi torna in mente una cosa che sentii tanto tempo fa a proposito del Thanksgiving day sul tacchino ripieno con una ocha ripieno con un pollo e nel pollo un uovo.

Nasce così la matrioca un nuovo piatto davvero speciale che ci accompagnerà per tutto il resto del viaggio e che probabilmente ricorderemo con fragorose risate ogni volta che in futuro ci ripenseremo.

Welcome to Vancouver

Risveglio lento, lento quello di questa mattina. Ieri notte dopo le 12 ore e passa di volo, siamo arrivati in ostello che era già passata la mezzanotte e la stanchezza si fa ancora sentire in queste prime ore della giornata.
Scopriamo con nostra sorpresa che la temperatura è più fresca di quello che ci aspettavamo, infatti i 15 gradi di questa mattina ci sono sembrati veramente pochi in confronto all’ultima settimana passata a Bangkok. Ma poco importa, gli acquisti che già avevamo in programma di fare nei prossimi giorni li anticipiamo ad oggi.
Lavi infatti è già andata in perlustrazione del quartiere e abbiamo già in pugno la situazione.
Alle 11 siamo al centro commerciale più vicino per lo shopping: jeans, felpe e scarpe. Un guardaroba praticamente nuovo a prezzi sicuramente molto interessanti.
Finiamo gli acquisti che è quasi l’una e dopo una corsa in ostello per cambiarci siamo di nuovo in strada per il Pride.

Oggi infatti è festa e anche se non ci è chiaro se questo pride sia dei gay o un semplice carnevale locale, noi ci mischiamo alla folla che assiste a quelli che sembrano dei “carri mascherati”, ma che poi a tutti gli effetti il più delle volte non sono altro che mezzi di trasporto allestiti per pubblicizzare qualche esercizio commerciale della città .

Finalmente spunta il sole e con lui anche temperature più gradevoli che ci portano a percorre il lungomare fino a Stanley Park, un’area verde enorme che noi nemmeno ce la sognamo. Spigozziamo un po’ tra uno sbadiglio e l’altro. Si sta veramente bene. Ci saranno 20 gradi con una leggera brezza marina e il sole che si staglia in un cielo limpido. Sembra il paradiso dopo il caos della settimana scorsa.
Per concludere poi il nostro giretto, rientriamo in città dalla parte opposta all’andata, percorrendo per quasi tutta la sua lunghezza Georgia Street. E’ impressionante vedere come pian piano ci avviciniamo al centro i condomini e le case lascino il posto ai grattaciali. Per noi in pratica sono una novità fonte di ammirazione. Ci chiediamo come possano essere città come New York o similari.

I rimasugli della parata sono ancora visibili per le strade ed orde di barbari mezzi nudi si aggirano per la Downtown urlando di gioia. Qui l’omosessualità quasi la si ostenta, sarà solo per oggi o tutti i giorni così?
Alle 9, dopo aver mangiato il primo vero burger non preconfezionato, siamo stesi a letti ma entusiasti.

Questo è veramente un bel posto, una di quelle città che ti portano a dire sì sarebbe bello vivere qui. Ma in fondo poi è tutto oro quello che luccica?