Bangkok – The Golden Mountain

Dopo la sosta più o meno forzata di ieri durante la quale siamo praticamente rimasti a letto tutto il giorno, oggi giocoforza si doveva recuperare.
Scendiamo in strada che sono circa le dieci con l’obiettivo di raggiungere la Montagna Dorata, un templio non molto distante dal nostro albergo. La girornata oggi è stranamente ventosa e il cielo è solcato da nuvoloni bianchi che lo percorrono ad una velocità veramente notevole. A sprazzi il sole fa capolino tra le nuvole, non si sta per niente male.
Dopo poco meno di un ora raggiungiamo il templio ed iniziamo la salita lungo la scalinata che in una lunga chiocciola sale verso la sommità di quello che un tempo era il luogo più alto di Bangkok prima che sorgessero gli innumerevoli grattacieli. Il sole è sempre più presente ed il caldo, nonostante la bassa umidità , si fa sentire.

In breve siamo in cima alla salita e tolti i sandali entriamo nel tempio costruito su due livelli. In quello inferiore un piccolo budda ricoperto di fogli sottilissimi d’oro che i fedeli attaccano durante le loro preghiere, è posto esattamente al centro della montagna e può essere raggiunto solo da uno dei quattri cunicoli che dal perimetro esterno si aprono verso l’interno. Il secondo livello invece è costituito dal tetto vero e proprio del templio sul quale svetta un’enorme cupola d’oro alla cui base sono poste quattro struttura nelle quali i fedeli appendono dei piccoli campanellini a cui affidano i loro pensieri, desideri, preghiere. In giornate come questa nella quale il vento soffio incessante, l’esperienza è veramente favolosa perchè è tutto uno scampanellio.

Lasciato il tempio, decidiamo di dirigerci verso sud, verso il quartiere di chinatown, che raggiungiamo in una mezzora. Ormai sarà mezzogiorno passato e il caldo si fa di nuovo opprimente, Il vento ha completamente spazzato il cielo che ora appare azzurro e senza nemmeno una nuvola. Il traffico è caotico come non mai e a viuzze praticamente deserte, si alternano strade strapieni di veicoli in un mix di gas di scarico micidiale. Ci addentriamo all’interno di quello che pare essere un mercato cinese coperto, c’è praticamente di tutto e notiamo per la prima volta i prezzi esposti, segno che in una qualche maniera almeno in questa parte della città il turismo stenta ad arrivare. Notiamo anche come in ogni banchetto ognuno si arrangi con il pranzo, indipendentemente dall’ora. Infatti qui si mangia ad ogni ora ed è qausi comico vedere ogni sorta di merce esposta accompagnata da un piatto di cibo, magari finito, lasciato li dal proprietario del banchetto. Qui certi formalismi non esistono proprio.

Stanchi della folla, alla opportunità lasciamo questo mercato e ci ritroviamo in una viuzza poco trafficata nella quale qualche ambulante offre la propria merca, cioè cibo, uno in particolare attira la nostra attenzione mentre è intento con un grande mortaio, mai visto uno cosìgrande, a preparare non sappiamo bene quale intruglio. Ci fermiano ovviamente incuriositi e tra una cosa e l’altra ci ritroviamo seduti ad una specie di tavolino con un piatto dell’intruglio davanti. Lasciamo i nostri dubbi su tutto quel che riguarda possibili conseguenze e assaggiamo il piatto che risulta vermanente ottimo.

Sarà il piatto più cheap di tutta la vacanza credo perchè con 40 bath abbiamo mangiato l’intruglio più una porzione di riso servita negli immancabili sacchetti di plastica ed una pepsy. Più o meno di così veramente credo sia difficile fare.
Continuiamo a girovagare per chinatown un po’ alla rinfusa, sommersi dal frastuono dei clacson e dalle sgasate dei tuktuk, abbiamo perso quasi la cognizione del tempo e tra una cosa e l’altra sono quasi le tre. Dato che la distanza è breve decidiamo di tornare al mercato di un paio di giorni fa. L’esperienza si rivela veramente indimenticabile. Quasi due ore e zonzo tra gli anfratti ed i magazzini di questo mercato veramente enorme che già in parte conosciamo. I turisti sono praticamente assenti e questo ci piace, ci immergiamo nell’atmosfera di questo ambiente nel quale pare che la gente viva in simbiosi con il proprio banchetto o ripostiglio che sia. E’ come se tutta la sua vita si svolgesse in quel paio di metri, ma magari è solo un’impressione. Anche qui le merci abbondano. Sopratutto verdura di ogni tipo e spezie, tante tantissime spezie. Dopo aver percorso in lungo ed in largo il mercato ci rendiamo conto che sono già le sei, è ora di rientrare anche perchè qui entro le sette farà buio pesto. Rintriamo quindi in albergo dopo 8 ore di cammino, forse la giornata più bella di questa settimana e un buon massaggio a piedi queta sera non ce lo toglie nessuno.