Wildlife

Giornata incerta quella di oggi. Sono le 6,30 quando ci svegliamo con un pallido sole che illumina le vette circostanti. Usciamo e la temperatura è decisamente frizzante. Ci dirigiamo ancora una volta verso Jasper in particolare verso il Bow Lake perchè ieri ho perso una foto super e va recuperata. Arrivati al lago però scopriamo che il cattivo tempo ha rovinato i nostri piani e con la coda fra le gambe proseguiamo con il programma. Ieri infatti nei pressi delle Takakkaw Falls abbiamo visto un sentiero che porta a Yoho Lake.

Attacchiamo la salita che sono le 10 in punto e si comincia subito a scarpinare, il sentiero infatti sale con un zig zag piuttosto impegnativo attraverso la foresta di pini. L’umidità è altissima e il sole che spesso buca le nubi non fa che aumentare la sensazione di calura.

In poco più di 2 ore e mezza copriamo i 4km che portano al lago. La temperatura è di colpo scesa e nubi minacciose corrono veloci sulle cime che ci sovrastano, facciamo infatti appena in tempo a mangiare un panino che cominciano a scendere le prime gocce. Gocce che ben presto aumentano di intensità fino a trasformarsi in grandine.
Non è certo una bella esperienza scendere da una montagna sotto una grandinata. I tuoni minacciosi fanno sentire la loro voce. Un velo di preoccupazione accompagna la discesa, ma fortunatamente dopo una mezzora i fenomeni cessano e possiamo rientrare al parcheggio sbeffeggiando la meteo.
Siamo contenti e soddisfatti di questa escursione, anche se la mancanza pressochè totale di informazioni sui sentieri e sulla loro durata non è certo il massimo sopratutto in questo ambiente così vasto.

Oggi poi finalmente abbiamo fatto la nostra prima esperienza di wildlife, infatti qualche centinaio di metri prima del Yoho Lake, appena svoltato da una curva, ci ritroviamo faccia a faccia un giovane cervo maschio. Ci guardiamo a vicenda. Ci separano si e no 10 metri. Lui tranquillo ci fissa e poi come se niente fosse sgambetta nel ruscello a fianco del sentiro per abbeverarsi. Il cuore è colmo di gioia. L’incontro con la fauna selvatica in ambiente è quanto di meglio si possa chiedere a questa natura già di per se maestosa ed imponente.

Endless!!!

Non si parla mai degli assenti, quindi parlerà dei presenti.
Innanzitutto è difficile trovare degli aggettivi che descrivano quello che abbiamo visto oggi, aggettivi che non siano scontati e che rendano un’idea chiara dei luoghi, dei colori, degli odori.
Partiamo allora con il raccontare che questa mattina come da programma ci siamo svegliati alle 7. Sosta immediata al distributore per il pieno e per acquisti di prima necessità tipo panini per il pranzo, acqua ecc., tanto ovunque vendono di tutto quindi inutile affannarsi a cercare un posto diverso.

La prima cosa che bisogna capire e bisogna farsi entrare in testa è che qui le distanze sono assurde. Primo obiettivo della giornata è il Peyto Lake a soli 100 chilometri da Banff, finalmente entriamo nel cuore del parco naturale e finalmente si vede qualche ranger controllare i pass di accesso. La vastità di questi ambienti è incredibile e difficile da raccontare se non vedendoli di persona. Ci sono tre cose che sono comuni a tutti questi ambienti: la foresta, la roccia e l’assenza dell’uomo.

La strada, o più correttamente, l’Icefields Parkway che porta da Lake Louise a Jasper è la strada per eccellenza, nei prossimi giorni vivremo in pratica su questa strada, ma oggi è la prima volta che ne percorriamo qualche chilometro. Grandi avvertimenti sulla fauna selvatica ci accolgono all’ingresso, siamo speranzosi, un orsetto ci piacerebbe proprio vederlo.

I primi 50 chilometri di questa valle si sviluppano tra due catene montuose impressionanti. Ad ovest spiccano i ghiacciai alla cui base si trovano innumerevoli laghi di ovvia origine glaciale, ad est un barriera di roccia altissima che senza soluzione di continuità si sviluppa parallelamente alla nostra direzione di marcia. In mezzo? Un’unica grande foresta di pini nella quale la nostra strada pare un elemento assurdamente estraneo. Una striscia grigia che si perde l’orizzonte.

In un’ora abbondante siamo a Peyto. No comment.
Da qui pian piano ci riavviciniamo a Lake Louise fermandoci ogni qual volta lo riteniamo opportuno.
Bow Lake, Bow Glacier e Bow Glacier Falls. No comment.

Herbert Lake. No Comment.
Raggiunta Lake Louise riprendiamo la Trans Canada Highway 1 verso ovest destinazione Field e le Takakkaw Falls. No comment.
Di nuovo verso ovest. Moraine Lake e Lake Louise. No comment.
Rientriamo a Banff che sono le 8 passate e con oltre 300 chilometri sul groppone. Siamo stremati, questa sera cena in ostello e aggiornamento diario di bordo.

Sono già passate le 11 ed è ora di dormire, domani sveglia alle 6,30 per un’altra maratona.