Wildlife

Ci svegliamo con una temperatura di tutto rispetto intorno ai 15 gradi, forse anche meno. Un bel sole illumina le vette dei monti intorno a noi nonostante dense nubi solchino il cielo. Dopo un rapida sosta dal fornaio imbocchiamo la 93 a ritroso rispetto a ieri con destinazione Columbia Icefield.
A pochi chilometri da Jasper però facciamo la nostra prima sosta nei pressi dell’Horseshow Lake, uno specchio d’acqua avvolto nel silenzio della mattina e completamente liscio come l’olio tanto che la parete rocciosa che ne delimita un lato, si rispecchia nelle sue acque. Semplicemente divino.

Riprendiamo la strada e a circa 50 chilometri da Jasper ci sono le Athabasca Falls. Sono delle cascate praticamente a livello della strada che gettano un volume d’acqua impressionante in un canion formatosi con la lenta erosione delle acque stesse. La forza impetuosa delle acque offre uno spettacolo tanto raro quanto terribile per forza e violenza.
Mancano solo 50 chilometri all’arrivo e il tempo pare guastarsi di nuovo. Nubi nere spazzate dal vento provengono da ovest e coprono pian piano le creste dei monti.
Ci lasciamo alle spalle molto velocemente le cascate e senza indugi puntiamo al ghiacciaio. Pian piano l’immensa foresta di conifere lascia spazio al letto del fiume già visto ieri. Oggi con un po’ di sole appare ancora di più grandioso e ci rendiamo conto che la strada che stiamo percorrendo probabilmente durante le piene viene completamente sommersa dall’acqua e dai detriti.

Finalmente giungiamo al Columbia Icefield. Non piove ma il cielo non promette niente di buono, inoltre la temperatura è veramente bassa complice un vento freddissimo che soffia teso sempre da ovest.
Ci incamminiamo in quella che un tempo, non molto per la verità , era la morena di questio ghiacciaio e che nei gli ultimi anni è regredito di qualche centinaio di metri. Dopo un avvallamento finalmente ci troviamo al cospetto con i ghiacchi incastrati in una conca di roccia dell’Athabasca Glacier. Ci fermiamo giusto il tempo per una scorrazzata fino alla lingua del ghiacciaio poi il tempo inclemente ci spinge nuovamente in macchina.

Durante il rientro facciamo una brevissima sosta alle Sunwapta Falls dove finalmente avvistiamo il nostro primo Black Bear con relativa isteria e fuggi fuggi di persone. In effetti questo ragazzetto ha delle misure importanti ma non certo imponente. Altra sosta dopo pochi chilometri sulle rive di tre laghi tra loro vicinissimi il Buck Lake, l’Osprey Lake e l’Honeymoon Lake. Lo spettacolo delle acque non finisce mai di stupirci per la sua bellezza.
Siamo a Jasper che sono appena le 3 e decidiamo quindi di fare una scappata al Maligne Lake che si trova a circa 50 chilometri da Jasper verso nord est.

Appena imboccata l’omonima strada, Maligne Road, ci imbattiamo in un orda di turisti che abbandonate le loro auto scorrazzano in un prato. Segno sicuro che c’è qualche animale. Infatti un intero branco di cervi femmine con i loro piccoli è intenta a mangiare ignorando quasi completamente l’orda di umani che in preda a crisi mistiche li assedia. 10 minuti di foto e si continua, ma appena dopo 5 minuti siamo di nuovo fermi. Infatti un enorme cervo maschio di 5 anni se ne sta beato a bordo strada a mangiare erba e fogliamo, uno spettacolo veramente stupendo. Sosta di rito per foto e ripartenza.

Impieghiamo quasi un’ora a raggiungere il lago e siamo veramente stanchi, ci affacciamo appena alle sue acque che decidiamo che per oggi ne abbiamo avuto abbastanza. Questa valle è comunque stupenda e merita domani una ripassata.
Sulla via del ritorno però il caso e l’occhio vigile di Lavi scorge un piccolo Black Bear a bordo strada intendo a mangiare bacche. Stop immediato. Il cucciolo, o quello che a noi appare un cucciolo, è a pochi centimetri dalla macchina e possiamo ammirare la bellezza di questo animale così temuto. Noi siamo emozionatissimi lui invece non si fa distrarre dalla sua attività mangereggia. Non facciamo in tempo a ripartire che siamo di nuovo fermi, un altro piccolo Black Bear, questa volta al di la del Maligne River, è intento a banchettare.

Che dire, siamo semplicemente entusiasti.
Rientriamo in albergo contenti e con il cuore leggero, finalmente un po’ di sana e vera wildlife oltre ai cartelli avvisatori ci voleva.