“Where the ocean meets the mountains”

Lo slogan è proprio questo “dove l’oceano incontra le montagne“. Di cosa stiamo parlando?

Semplicemente di una cittadina canadese, Squamish appunto, che sorge a nord ovest di Vancouver lungo la direttrice per il comprensorio sciistico di Whristler, la Highway 99 meglio conosciuta come “Sea to Sky Highway”.
In particolare Squamish sorge all’estremo nord di un insenatura naturale che l’oceano Pacifico ha ricavato comunemente chiamata Howe Sound.

La storia di questa comunità risale agli inizio del secolo scorso quando, con la costruzione della ferrovia, Squamish rappresentava il capolinea più meriodionale della Pacific Great Eastern Railway.

Il nome Squamish deriva dalla comunità aborigena che stanziava in queste zone prima dell’arrivo degli esploratori europei. Comunità che faceva della caccia, della pesca e dell’allevamento le sue attività principali. Questo fino al 1792, anno in cui il Capitano ed esploratore inglese George Vancouver giunse a bordo del “Discovery” nella baia di Darrel (Howe Sound). L’incontro tra le due civiltà si risolse in uno scambio cortese quanto proficuo, tanto che il giorno dopo salpando, la zona venne ribatezzata “Head of Howe Sound” in onore di tale Lord Howe, un comandante di spicco dell’allora Marina Britannica.

Per tutto il secolo successivo Squamish divenne meta di avventurieri e cercatori d’oro ma è solo a partire dal 1888, quando tale Alec Robertson e famiglia si stabilirono in via definitiva qui, che la comunità di “stranieri” cominciò a prendere forma.

In poco tempo le attività legate al legname  presero il sopravvento sull’agricoltura, divenendo il fulcro dell’economia di Squamish e facendo prosperare l’intera valle che a suo tempo era collegata con la città di Vancouver solo via mare.

Ma è solo nel 1956, con il completamento della ferrovia Squamish-Vancouver, e poco dopo con l’arrivo dell’Highway 99, che il turismo cambia lentamente ma inesorabilmente l’economia e la faccia della provincia.

Oggi Squamish è sempre più conosciuta come meta del turismo all’aria aperta. Grazie ad un territorio ed un clima particolarmente favorevole, è possibile praticare qualsiasi attività immersi nella natura.

Tra le altre cose, a pochi chilometri a sud di Squamish, sorge il Britannia Mine Museum. Si tratta di un museo realizzato all’interno della più grande miniera di rame dell’Impero Britannico, una visita vale sicuramente una sosta. Di molto interessante c’è la possibilità di vedere, e sentire, il funzionamento di alcune attrezzature che nel corso dei decenni sono state usate dai minatori per lavorare. Vi assicuro che dopo aver sentito in azione i trapani pneumatic,i se ma vi era balenata l’idea di fare il minatore vi passerà in un secondo.

Ad oggi la miniera non è più operativa anche se degli studi hanno quantificato l’ammontare del rame che ancora potrebbe essere estratto; peccato che costerebbe di più estrarlo rispetto all’ipotetico guadagno ricavato dalla sua vendita.

Il museo invece è in continua espansione e proprio durante la nostra visita, la guida ci mostrava alcuni stabilimenti in via di ultimazione.

Un cosa sicuramente carina che viene riservata al termina della visita, che dura all’incirca una quarantina di minuti, è la possibilità di diventare cercatori d’oro per qualche minuto. Infatti al termine del percorso, sono predisposte alcune vasche piene di acqua e sabbia. Tramite il classico setaccio ci si può cimentare in questa pratica. Il risultato non è assicurato, io infatti non ho trovato niente, Lavi invece qualche pagliuzza l’ha trovata, la custodiamo gelosamente sulla nostra libreria di casa.