A Horse with no name

Siamo in macchina ormai da ore. Abbiamo lasciato Cornwall questa mattina sul presto in un’atmosfera glaciale, il termometro segnava abbondantemente oltre i -20 gradi.

Da un paio di ore abbiamo abbondonato la 401 e percorriamo con fare deciso queste strade tutte dritte e perpendicolari tra loro. Dopo la bufera di metà mattina il cielo è rimasto grigio e piatto. E’ come essere sospesi in un limbo gelido.

Con la faccia schicciata sul finestrino posterione, guardo i chilometri srotolarsi dietro di noi, qualche casa ogni tanto emerge da questa coperta bianca onnipresente. Poi all’improvviso il mio sguardo viene catturato da un’insolita quanto affascinante scena. Due uomini a cavallo fermi in area di servizio a quello che pare essere un take away, probabilmente una sosta per una bevanda calda. Un mix tra antico e moderno. Un punto di unione che solo in queste terre desolate è possibile trovare.

Tra di noi ce la ridiamo pensando ai cavalli fermi al distributore di benzina. Ormai è sera e siamo alle porte di Peterborough. Il termometro segna – 22 gradi. Si sta da dio!!!

Salzburg

Dopo una notte silenziosa ci alziamo alle 7,30 nella calma della campagna bavarese. Con nostra sorpresa veniamo accolti da un timido sole che da poco è uscito sopra le cime delle Alpi. Oggi doveva essere un giorno di pioggia stando alle previsioni, forse invece avremo un giorno di sole.

Dopo un’abbondante colazione ci dirigiamo verso Salisburgo per una visita approfondita della città vecchia. Il paesaggio che scorre veloce di fianco a noi è veramente stupendo, alla nostra destra svettano le cime imbiancate delle Alpi Bavaresi, alla nostra sinistra la vista spazia per chilometri sulla pianura ondulata. Uno spettacolo della natura che questa strada non deturpa.

Lasciamo l’auto nei pressi dello Schloss Mirabell e ci addentriamo nell’omonimo parco, il Mirabellgarten. Giardini curatissimi, un verde intenso decorato con fiori in splendide aiole. Tanti turisti, tanti italiani venuti per il ponte dell’Immacolata, forse troppi…

Nonostante il sole che ci accompagna in queste prime ore del giorno, un vento teso da est si fa sentire con il suo carico di freddo. Attraversato il parco ci ritroviamo sulle rive del fiume Salzach che taglia la città e divide pressapoco la parte “nuova” da quella vecchia. L’antica città infatti si sviluppava tra il fiume ed i pendii antistanti, dall’alto a dominare troviamo il castello Festung Hohesalzburg, una fortezza imponente che si è sviluppata nel corso dei secoli………

Attraversiamo il fiume e ci ritroviamo nella bolgia dei turisti che già da queste prime ore del giorno affollano le stradine e la via principale, Getreidegasse, e la Judengasse a seguire, qui è ancora possibile ammirare le vecchie insegne degli artigiani che un tempo svolgevano la loro attività. In ferro, in rame, in legno, vere opere d’arte a testimonianza di un passato glorioso.

Ad ogni piazzetta troviamo un mercatino natalizio, qui rispetto a quelli italiani, è possibile trovare veramente oggettistica da decoro degna di nota, oltre agli immancabili stands gastronomici. Il profumo della cannella e dei chiodi di garofano del vin brulè attira centinaia di persone. Un piccolo sollievo dal freddo intenso, un momento di relax per scaldare le mani e annusare i profumi speziati di questa bevanda.

Raggiungiamo uno dei punti nevralgici della città la Residenzplatz. La piazza ci accoglie con un brusio di voci e musiche indistinto, il mercatino brulica di persone intende ad acquistare ogni genere di oggettistica, il fumo del calderoni nei quali si scalda il vin brulè ci inebria. Siamo felici nonostante la ressa di turisti, ma del resto è il prezzo da pagare visto il periodo. Ci concediamo un pasto frugale e nel primo pomeriggio ci avventuriamo lungo la scalinata che sale verso il castello. Siamo un po’ a corto di fiato ma la fatica è ripagata da una vista mozzafiato. Dall’alto si domina non solo la città ma tutto il territorio che si estende ben oltre i confini dell’abitato. A sud svettano le Alpi Bavaresi cariche di neve. A nord l’occhio si perde nella pianura. Non si fatica a capire il motivo per cui questa fortezza venne costruita proprio qui.

Dopo la visita scendiamo di nuovo verso l’abitato e proprio alle pendici del monte visitiamo il cimitero cittadino, una vera chicca che consigliamo a chi visita Salisburgo. Le tombe raccolte a raggera intorno ad una chiesetta centrale sono stupefacenti per decori e forme.

E’ ormai ora di rientrare verso casa, non prima però di esserci riforniti di uno dei beni primari, ovvero la cioccolata senza tralasciare una visitina al negozio dell’albergo Sacher per acquistare l’omonima torta.

Arriviamo a Prien am chiemsee che sono da poco passate le 18. Lasciata l’auto in centro ci concediamo un ultimo giretto per il locale mercatino natalizio. Siamo senza parole! Raccolto intorno alla chiesa del paese, il mercatino è illuminato da centinaia di luci che con il buio della notte risplendono dando un aurea magica a questo posto. Pare il tipico paesino da fiaba di cui si è sempre sentito parlare ma che non si è mai visto. Beh possiamo dire che c’è. Manca solo la neve, ma in fondo non si può avere tutto.

Il Natale alle porte

Il Natale alle porte. Pare un titolo di un film di guerra, ma invece ci ritroviamo in terra tedesca a poche settimane da questo Natale farcito invece che col panettone dalla crisi che finalmente anche da noi può dirsi conclamata.

Con poco più di cinque ore di macchina ci siamo lasciati alle spalle Italia ed Austria per raggiungere le Alpi Bavaresi. Zona per noi inesplorata ma che da subito suscita sentimenti di gioia vera. Un po’ come ritrovarsi a casa nonostante aver accumulato centinaia di chilometri di asfalto.

Raggiungiamo la località di Prien am Chiamsee dopo aver combattuto con le code da traffico. Una ridente località bavarese accoccolata tra le colline che dolcemente si muovono alla base delle Alpi Bavaresi. La neve delle cime domina incontrastata sul verde di questi avvallamento che solo la dolcezza di un pasticcino potrebbe essere all’altezza.

Ci sistemiamo in un agriturismo a dir poco fantastico e siamo già in autostrada, scusate autobahn, in direzione Salisburgo.

Le luci di Natale ci accolgono vivide nella ridente cittadina austriaca. E ‘ già buio e anche se la maggior parte della città è oscurata dal buio, il resto è illuminato da miriadi di luci di ogni colore. Lasciata la macchina in parcheggio ci addentriamo nella città vecchia lanciando occhiate curiose alle vetrine. Scopriamo con nostra sorpresa che qui gli sconti sono già inziati. Chi il trenta chi il venti. Il tutto farcita dall’immancabile frenesia pre-natalizia.

Il freddo è pungente e un vento freddo soffia teso da est. La temperatura è vicina allo zero e siamo intirizzito dal freddo. Ogni occasione per concederci un vin brulè è ben gradica e a ben vedere non siamo gli unici.

Le ombre della notte donano a questa cittadina un fascina particolare. Ad ogni angolo scopriamo una decorazione diversa. Se non è la vista è l’udito a godere dell’atmosfera nataliziam con un canto od una musica ad allietare il nostro girovagare per gli anfratti medioevali di questa di questo borgo.

Luci, luci tante luci! Siamo quasi abbagliati dal volume di luci che ad ogni finestra o vetrina illuminano il nostro passaggio. Nonostante il freddo ci concediamo una lunga passeggiata lungo la via principale. Ma ormai è ora di cena e trovato un locale di nostro gradimento, ci laciamo coccolare dal dolce tepore dela stube che avvolge l’ambiente di un calore del tutto particolare. Un calore che sa di tradizioni antiche, un tepora che sa di casa.

Rientriamo verso la maison che sono già le dieci passate, orario questo già oltre il consentito. Tutto è silenzio. Tutto è immobile. Una cappa di gelo raffermo avvolge il paesaggio che ci circonda. Veloci rientriamo in casa e ci concediamo un meritato sonno ristoratore.

Il Natale alle porte

C’è poco da fare, a noi macinare chilometri in macchina piace!

Dato che le feste quest’anno le passeremo rigorosamente a casa, ci siamo ritagliati il weekend lungo dell’Immacolata per un tour in Germania ed Austria. I giorni non sono tanti quindi le cose da fare/vedere devono essere ben chiare.

L’idea è quella di soggiornare nella ridente cittadina bavarese di Prien am Chiemsee e da lì spostarsi con il treno per una giornata a Monaco ed una a Salisburgo.

Due città queste che ho già avuto modo di visitare molti anni fa. A dire il vero sono proprio tanti perchè era il lontano 1993 anno del diploma, quindi sono già passati quasi ventanni.

Di Monaco ricordo sopratutto il freddo e l’umido, in campeggio con una settimana continua di pioggia non era proprio il massimo, mentre di Salisburgo, ultima tappa allora prima del rientro, ho un bellissimo ricordo delle miniere di sale di Hallein, un’esperienza decisamente suggestiva.

Per il resto sono due città tutte da riscoprire a partire dal loro cuore: le piazze. Vista la stagione è inutile organizzare gite bucoliche, è invece l’ideale per aggirarsi con curiosità tra le piazze, i vicoli, le birrerie alla ricerca di una vita non turistica per cercare di conoscere un po’ di più queste due realtà della cultura europea.

30 ore per la vita

Non e’ il titolo della trasmissione televisiva ma semplicemente le ore che abbiamo impiegato per arrivare a Bucarest.
Dopo una fantastica partenza in orario svizzero, ci siamo trovati ovviamente imbottigliati sul passante di Mestre, per poi scoprire in vista di Trieste una coda da paura, praticamente abbiamo impiegato 3 ore per passare in Slovenia.
Poi in sequenza 2 ore e mezza per entrare in Croazia, 2 ore per entrare in Serbia fino a quando ormai sfiniti dopo un’estenunate gimcana di buche tra le montagne della Serbia siamo giunti in vista della Romania, Portile de Fier, alle 8 di sera ci siamo sparati una bella ora di fila, con solo 4 macchine davanti, prima di poter finalmente toccare il suolo rumeno.
Pensavamo “ormai e’ fatta!” ed invece col cazzo, ci siamo imbarcati in un’avventura allucinante nella notte, il tragitto da Drobetta a Craiova rimarra’ scolpito nella nostra vita.
Buche invisibili, pioggia, strade che scomparivano sotto le ruote, nessuna riga bianca per segnalare la carreggiata, buio pesto.
AHHHHHHHHHHHHHHH.
Abbiamo salutato con un grande sollievo l’arrivo a Craiova alle 2 di notte.
Dopo una brevissima riunione a due abbiamo deciso di fermarci e quale meglio sistemazione di un benzinaio 🙂
Ma sorpresa delle sorprese la guardia che stava tutta la notte li’ ha vissuto a Bologna 2 anni, roba da non crederci.
Gran bella dormita e colazione doc con patatine e coca cola, finalmente alle 8 siamo sotto casa, comlpetamente distrutti!!!!
Di una cosa siamo certi: mai piu’, per lo meno mai piu’ questa strada.

Un saluto a tutti ciauz.

E piove, piove………

Chi non conosce il detto “Piove sempre sul bagnato”?. Durante gli ultimi mesi ho testato sulla mia pelle la veridicità di questo detto.
Solo che adesso, a tre settimane dalla partenza, questo detto mi tocca di prenderlo “ad literam”? Perchè?
Perchè in Romania da lunedì piove ininterrottamente, con risultati a dir poco disastrosi.
31 delle 41 province (quante ne conta la Romania) sono completamente sotto acqua. Fiumi straripati, strade e case allagate. Ponti e coltivazioni distrutte. Gli specialisti dicono che si tratta della più grande inondazione degli ultimi 30 anni.
Fino ad oggi sono morti una decina di persone, moltissimi sono dati dispersi e il numero degli sfollati sta aumentando ogni ora.
Questo è un articolo apparso oggi su un quotidiano nazionale Romeno.

Le immagini dicono tutto.
La regione più affetta è la Moldova. Per intenderci, là dove volevamo passare la terza settimana di ferie. Adesso non so neanche come faremo ad arrivare a Bucarest.
Sono state danneggiate: 21 km di strade nazionali, 250 km di strade regionali, oltre 700 km di strade comunali, 363 ponti grandi e 616 ponti più piccoli.
Purtroppo, l’allarme non è ancora cessato perchè i meteorologi hanno chiamato altre piogge.

Piove sempre sul bagnato.
Per la Romania, questa non ci voleva proprio. In primavera le acque avevano colpito solo l’ovest del paese. E adesso, questo. La sorte è veramente ingiusta. Se non sono bastati 50 anni di comunismo di 15 di cosiddetta “democrazia”? (anzi, chiamiamola con il suo vero nome: furto legalizzato, arricchimento di soli pochi privilegiati, sfotamento di tutto quello che era l’orgoglio di un paese, la sua cultura, e le sue speranze!), questo si che butterà i romeni (e la Romania) in dietro di al meno 10 anni!

MI SENTO COSI INUTILE A STARE QUA E A GUARDARE SENZA POTER FAR NIENTE !

-30 giorni

Siamo agli sgoccioli!!!
Dopo l’imprevista trasferta del mese scorso, ormai siamo scesi ad 1 mese prima della partenza.
L’altra sera abbiamo finalmente stilato il menù delle cose da fare, vista la nostra reticenza a ricordarci il da fare, si è pensato bene di elencare un po’ le cose importanti:
– acquisto vestiti (indispensabile visto i prezzi assolutamente a buon mercato)
– acquisto bandiera rumena (una delle mie ultime manie, la collezione delle bandiere degli stati dove sono andato)
– ricerca manichino
altre cazzabubbole varie che al momento non ricordo.

La durata del viaggio non è ancora definitiva perchè la terza settimana dipende dalle ferie di Lavinia, ma nonostante questa indecisione siamo super carichi.

In questa immagine è tracciato a grandi linee l’itineraio previsto per la terza settimana, durante la quale dovrremo visitare in ordine sparso:
– Bacau
– Suceava, sperando di beccare la fiera moldava dei pellicciai che sembra si svolga ogni anno verso la metà di agosto
– Piatra Neamt
– le Gole di Bicaz e il Lacu Rosu
– i monasteri nella zona di Targu Neamt
– i monasteri della Bucovina (Dragomirna, Voronet, Humor, Moldovita, Sucevita)
Le prime due invece le passeremo a Bucarest e dintorni, dove tra le cose che non ho ancora visto sicuramente voglio andare a Snagov per vedere la chiesa ed il monastero sull’isolotto del Lago di Snagov, dove c’è la tomba di Vlad Tepes, al secolo il Conte Dracula, mentre in città una delle cose che mi manca è il Palazzo del Parlamento, la croce nera in Piata Universitatii che segna il punto in cui il 21 dicembre 1989 morì il primo manifestante della rivoluzione. Tra le altre cose che ho letto sembra molto interessante il Museo del contadino romeno che tra le altre cose propone una Mostra sul Comunismo dove figurano ancora ritratti del fu Ceausescu.

Viaggio in Romania

Finalmente ci siamo, dopo aver rimandato almeno 10 volte la partenza questa è la volta buona.
Partenza il 5/6 agosto salvo imprevisti, ma speriamo di no.
Questo secondo viaggio in Romania è veramente una passione perchè negli ultimi mesi a ripetizione abbiamo cercat voli low cost in quasi tutti i periodi e alla fine per un motivo o per un altro abbiamo sempre dato forfait.
Stavolta, accantonati in partenza i voli, abbiamo deciso per l’automobile, tanto alla fine come costi siamo là, e la libertà di movimento in loco sicuramente è impareggiabile al confronto della carretta del babbo di Lavi o del pericolo della strada numero 1 di Bucarest, Razvan.

La scelta del tragitto non presenta molte possibilità, o passare dall’Austria, oppure dalla Serbia, per velocità e costi abbiamo optato per la seconda via Slovenia/Bosnia/Serbia/Bulgaria, un tour de forse di dogane che metterà alla prova la mia atavica paura degli uomini in uniforme.
E’ un sacco di tempo che non faccio itinerari così lunghi, 1500 km e rotti da fare in 18 ore, almeno questo è l’obiettivo che ci siamo dati, considerando quindi le pessime condizioni delle strade rumene, si parla di almeno 6/8 dal confine a Bucarest, significa che il restante sarà da fare in 10 ore.
L’unica mia preoccupazione in questo senso è il micidiale tratto di austrada che da Mestre porta a Trieste.
Negli ultimi 2 anni alcuni amici si sono avventurati per quelle strade giusto nel mio periodo, e solo a pensare ai km di coda oltre che al tempo passato a cazzeggiare in macchina mi viene male. Ma bisogna pensare in positivo: w le partenze intelligenti.

Modena – Venezia ormai è nel mio dna e ho come record di percorrenza circa 2 ore e mezza, quindi il massimo sarebbe in 4 ore togliersi la pratica Italia. Vedo già una partenza in tarda serata, io voto per le 22/23.