Low & Fast

Manca poco più di un mese e mezzo alla fine di questo 2010 e magari parecchie persone stanno cominciando a guardarsi intorno o per lo meno a pensare ad una possibile destinazione per i festeggiamenti del capodanno.

L’anno scorso, in virtù dei risparmi per il matrimonio, il budget che avevamo a disposizione era veramente limitato e così dopo aver speso ore alla ricerca di una sistemazione low-cost sia come trasporto che alloggio, lo sconforto di non trovare assolutamente niente alla portata del nostro portafoglio era veramente tanta. Poi, presi dalla disperazione, ci siamo buttati sulla soluzione estrema: andare via in giornata. Sì avete capito bene, partire il 31 e tornare l’1.

Detto fatto, per la modica cifra di circa 100 euro in due, siamo andati a Londra. Viaggio comprensivo di aereo, treno, cena e colazione.

L’idea di partire e tornare il giorno dopo fregandosene altamente del dormire, tanto l’ultimo dell’anno se ne può fare a meno, è veramente intrigante.

E così, la mattina del 31 dicembre 2009 partiamo alla volta di Linate, volo previsto per le 14:50. Due ore di vole per atterrare a Londra (Gatwick) alle 15:40 (1 ora di fuso in meno ovviamente), si prende il trenino direttamente dall’aerostazione e in poco più di mezzora si scende Victoria Station. Usciamo sul piazzale e quell’onnipresente odore di occidente ci invade immediatamente le narici. E’ un odore indefinito, miscuglio di patate fritte, sudore, asfalto ed umido. Un odore che a suo modo sa di casa.

Dopo una bella camminata lungo Victoria Street in mezzo alla tipica frenesia di una capitale con l’aggravante del capodanno, si raggiunge il ponte di Westminster con il Big Ben a dominare dall’alto il parlamento mentre dall’alto lato del fiume svetta il London Eye, la nostra meta per questa serata. Infatti sarà proprio dalla ruota panoramica che prenderà il via lo spettacolo pirotecnico più atteso dell’anno. Per il momento però è necessario cenare e un ottimo fish and chips bagnata dall’immancabile Guinness non può che fare bene.

Alle 19,30 siamo praticamente già in strada e facciamo bene perchè l’affluenza è enorme e le forse dell’ordine stanno velocemente chiudendo tutti i varchi di accesso verso Victoria Embankment, Westminster Bridge ecc..

4 ore di attesa al freddo e al gelo ascoltando il DJ della BBC, che tra l’altro si intravede dietro il London Eye. Finalmente arriva la mezzanotte con il fantastico conto alla rovescia all’interno proprio della ruota panoramica. Ora non ricordo più quanto sia durato, ma non finiva mai, veramente uno spettacolo incredibile.

Terminati i fuochi ci incamminiamo insieme alle migliaia di persone che defluiscono verso le vie principali sotto una bellissima quanto breve nevicata accompagnata dalle note di Auld Lang Syne, un momento veramente magico!

Con nostro disappunto constatiamo che i locali sono tutti chiusi, anzi no, sono aperti ma vista l’ora non si può entrare. Non ci rimane che passeggiare verso Victoria Station tra ubriachi e pazzoidi che si aggirano in sandali. Un hamburger come cena/colazione e attendiamo che il primo treno parta alla volta di Gatwick.

Alle 11 ci imbarchiamo per Milano e dopo poco più di 6 ore siamo al calduccio a casa nostra. Siamo stanchi morti, ma al tempo stesso siamo carichi come delle molle, è stata proprio una bella esperienza l’all-in-one, un’esperienza sicuramente da ripetere, magari già dal prossimo ultimo dell’anno.

On the way to Bangkok

Abbiamo appena terminato il nostro penultimo pranzo europeo, dico penultimo perchè presumo che in aereo le cibarie varie che ci propineranno saranno piuttosto british andante.
Ora ci attendono diverse ore, almeno 5, prima di prendere il volo e lasciarci l’Europa alle spalle. Stranamente rispetto al solito mi sento abbastanza tranquillo, forse proprio il lasso di tempo tra un volo e l’altro mi permette di non pensare a possibili ritardi e relative conseguenze. Non è invece dello stesso umore Lavi che questa mattina era veramente emozionata al momento di lasciare casa. Cosa che capita veramente di rado. In questo momento è intenta a scrivere le prime righe sulla moleskine, quella rossa, quella che in questi mesi di preparazione al matrimonio ci ha accompagnato, compagna fedele nel registrare liste, nomi, cose da fare, gente da chiamare, idee, indirizzi, numeri di telefono, insomma è stato il nostro contenitore naturale.

Ora non poteva che assolvere l’ultimo compito nel tenere traccia dei nostri pensieri in questo viaggio.

23Però al di la di queste considerazione in queste prime ore di viaggio abbiamo già avuto un condensato di fauna veramente interessante. Dall’allegra famigliola bolognese il cui padre ignorava l’esistenza degli M&M’s, il trio puttanesco di ragazzine romane in gita di piacere a Londra, la ragazza sola diretta a New York ed in pena per la coincidenza, quello altrettanto sgamato che ha prenotato un taxi da Gatwick a Heathrow, il doganiere inglese che mi interroga in italiano perchè deve far pratica della lingua, la signora cieca che viaggia cane al seguito nei cieli, il fish and chips con l’hamburger, e tante altre ancora che ho già dimenticato. E’ veramente bello viaggiare con la compagnia della curiosità.