Rust – Freiburg

La fatica comincia un po’ a farci sentire. Complice anche il caldo importante di questi giorni e forse anche la monotonia del paesaggio che non aiuta a stuzzicare i sensi. Ci lasciamo velocemente alle spalle Rust, e la bolgia infernale di automobilisti in fila per l’entrata al parco divertimenti, e ci inoltriamo nella campagna tedesca. Dopo qualche chilometro di sgambata decidiamo prendere una variante per movimentare un po’ la giornata e ci immergiamo in un dedalo di sentieri che si sviluppa all’interno di un bosco. Inutile sottolineare l’assoluta mancanza di indicazioni. Dopo un avanti e indietro di una mezzora finalmente sembra che la direzione presa sia quella giusta. In verità questa variante non aggiunge molto alla varietà del paesaggio semplicemente abbiamo sostituito l’orizzonte piatto della pianura con una quinta di alberi e un po’ di ombra, che in fondo non guasta mai.

Passiamo un paio di villaggi veramente graziosi nei quali però non c’è anima viva… Giardini perfetti, orti perfetti… pensiamo al nostro orto a casa che normalmente si presenta come una savana incolta e un po’ invidiamo quello che stiamo vedendo. Non invidiamo però i naturisti che incontriamo dopo qualche chilometro che come mamma li ha fatti se ne stanno beati a bordo fiume e prendere il sole.

Finalmente passiamo Riegel e da qui iniziamo una lunga e lenta salita verso Friburgo. Un ruscello/canale (Dreisam) ci accompagna in questi ultimi chilometri che sono tutto furchè semplici. Infatti se da un lato il paesaggio è veramente piacevole, dall’altro questo lunghissimo tratta di ciclabile è completamente sterrato. Questo ci costringe ad un ulteriore sforzo in una giornata nella quale l’unico desiderio sarebbe quello di starcene seduti al bar a sorseggiare una birra ghiacciata.

Man mano che ci avviciniamo a Friburgo incontriamo sempre più gente. Tanta gente si gode il sole a bordo ruscello, c’è che fa picnic, chi prende il sole, chi si rinfresca nell’acqua. Pare una scena idilliaca. Noi in compenso arranchiamo tra la ghiaia della ciclabile ostiando quanto di peggio la nostra immaginazione può concepire.

Finalmente le porte di Friburgo si aprono e ci accoglie una città in fermento. Il salto dalla campagna alla città è sempre complicato. Tanto traffico, tante auto e tante biciclette, semafori, marciapiedi tutti elementi che normalmente ignoriamo completamente. Fortunatamente il nostro alloggio è nei pressi della stazione ferroviaria e raggiungerlo risulta quindi estremamente semplice. Qui fortunatamente usufruiamo dell’immenso parcheggio per biciclette posto esattamente sopra la stazione, un pensiero in meno per i prossimi 2 giorni.

Friburgo è anche l’ultima tappa per i nostri compagni di viaggio, Scott e Pam, domenica infatti loro devono rientrare in Italia, per noi invece ancora un paio di giorni in sella alle nostre biciclette.