Ferragosto

Come in un normale ferragosto qualunque, stamattina ci siamo svegliati di buon ora, le 7, abbiamo fatto colazione, messo su la lavatrice e poi l’asciugatrice.

Lavi sta finendo di leggere un libro sdraiata sul letto, io bazzico in giro per la rete.

Tra un paio d’ore il check-out dall’ostello e poi l’ultima giornata in strada a Vancouver, anche se molto probabilmente la passeremo a Stanley Park. Un ultima birra ghiacciata con “iceberg brain”, e poi la corsa in aeroporto per l’ultima parte del nostro viaggio: Santo Domingo.

Ieri sera, a nostro modo, abbiamo anche festeggiato il ferragosto in un bellissimo pub irlandese a Downtown Vancouver. Era dai tempi del Johnny Fox che non andavamo in un pub irlandese pieno di gente fuori dagli appuntamenti comandati. Bellissima gente. Tantissima gente. Ambiente giusto. Camerieri in gonnellino nero, cameriere in gonnellino scozzese. Cosa si vuole di più?

Certo è che non avevo mai visto il controllo al metal detector per entrare in un pub e nemmeno il controllo documenti, qui infatti sotto i 19 anni non si beve e non si entra. A dispetto però di tutte questi controlli, l’impressione è quella di una vita assolutamente inquadrata in regole ferree e in quei pochi momenti, vedi il sabato sera, adibiti a divertimento, la regola è che non ci sono regole.

E’ come se si dovesse recuperare il tempo perduto. Non so, mi lascia sempre un po’ perplesso questo modo di fare. E’ anche vero che almeno qui le regole le fanno rispettano non come da noi dove le regole sono fatte solo per essere infrante, però diciamo, una via di mezzo forse sarebbe l’ottimale. Ma sono solo pensieri da domenica mattina questi.

Buon ferragosto a tutti ed arrivederci a presto.