Parigi vestita a festa

Finalmente ci siamo ed anche questo 2010 sta volgendo al termine. Lo zainetto, con il minimo indispensabile, è pronto. I biglietti sono stampati. Abbigliamento polare pronto.

Non rimane che imbarcarci per Milano dove ci attende il treno notturno per Parigi.

Viaggio tranquillo nonostante qualche decina di minuti di ritardo, ma va bene così, passeremo meno tempo al freddo della gelida stazione milanese. Un breve spuntino con un panino verso le 22 in attesa di imbarcarci. Finalmente arriva il nostro treno!

Una volta trovata la nostra cuccetta comincia la difficile operazione di sistemazione del letto, sopratutto se si tratta della cuccetta a soffitto 🙂

Passiamo una notte relativamente tranquilla e calda e alle 9,30 scendiamo puntuali alla stazione di Paris Bercy dove ci aspetta un’abbondante colazione a base di croissant, succo di frutta e tè.

Parigi come sempre, almeno per noi, si presenta nella sua veste meno luminosa. Un cielo plumbeo incombe minaccioso sulla città e un vento gelido spazza le strade. Pare che da un momento all’altro debba succede il finimondo, ma noi non ci scoraggiamo, del resto oggi è l’ultimo giorno dell’anno quindi gambe in spalle e via a zonzo per la città.

La prima sosta la facciamo nel quartiere di Montmartre che non tradisce mai. Nonostante le orde di turisti che accalcano la piazzetta degli artisti e la basilica del Sacré-Cœur, riusciamo a ritagliarci qualche scorso davvero notevole in compagnia della solitudine. E’ sufficiente infatti allontanarsi qualche metro dai simboli cult del quartiere per ritrovarsi soli e godere appieno dell’atmosfera bohemien che si respira tra le viuzze.

La città è completamente immersa in una cappa di nuvole, tanto che dalla sommità della scalinata della basilica del Sacré-Cœur non si vede la minima ombra della Tour Eiffel.

Dopo un paio d’ore e un pranzetto a base di baguette, è il momento di salutare la collina di Montmartre e tornare verso il centro città, non senza aver prima fatto una capatina a Pigalle, il quartiere red-light di Parigi. In pochi minuti di metrò siamo sull’isoletta Ile de la Citè per godere dello spettacolo della cattedrale di Notre-Dame. Entrare per una visita non se ne parla nemmeno, la fila di turisti è chilometrica.

Ci accontentiamo di un giretto nel comparto della costruzione e sul lungo Senna attiguo. Lasciamo velocemente l’isola per dirigerci ai Champs de Mars e dare un’occhio ad uno dei tanti simboli di questa fantastica città: le Tour Eiffel.

Anche qui milioni di turisti affollano i piloni per la salita alla torre nonostante l’ultimo piano sia chiuso e come se non bastasse, siamo assaliti da orde di venditori che tartassano ogni turista cercando di vendergli una miniatura della torre. Ormai siamo piuttosto sgamati con questo tipo di persone, ma l’insistenza e la presenza capillare sul territorio, ci stanca/disturba parecchio.

In definitiva la torre a quest’ora della giornata e con questo tempo non offre nessuna emozione se non la sua imponenza. Lasciamo quindi il simbolo di questa città alle spalle e percorriamo il lungo Senna in direzione Place de la Concorde.

La Senna dopo le precipitazioni della settimana scorsa è in piena, e molte banchine sono allagate. E’ un vero spettacolo questo serpente marrone che si muove sinuoso da un ponte all’altro trascinando verso il mare sogni, emozioni, desideri…

Dopo una bella camminata di qualche chilometro, giungiamo sugli Champs-Élysées. Le luci sono ancora spente, ma i turisti no.

Infatti se pensavamo di aver visto molti turisti durante la mattinata ora dobbiamo ricrederci. Qui è un delirio di gente che va in ogni direzione. Chi per gli ultimi acquisti. Chi sogna davanti ad una vetrina griffata un acquisto che forse non potrà mai fare. Chi chiede l’elemosina sperando nello spirito natalizio. Chi come noi si aggira senza meta cercando semplicemente un luogo caldo dove fare una sosta e magari sorseggiare un caffè caldo.

La frenesia della gente unita a quella delle macchine ai clacson ai semafori è semplicemente una bolgia infernale con solo uno sfondo meno pauroso che le fiamme degli inferi. Da una parte infatti svetta l’Arc de Triomphe dall’altra l’enorme ruota panoramica in Place de la Concorde.

La notte cala velocemente, la frenesia delle ultime ore aumenta e le luci si accendo in una sfavillante festa colorata. Le Champs-Élysées ci appaiono in tutta la loro maestosità. Ogni albero è illuminato a festa e la ruota, là in fondo, completamente bianca sembra un grande orologio messo là a scandire gli ultimi minuti che ci separano dal nuovo anno.

I negozi cominciano a chiudere e con nostra sorpresa le vetrine vengono lentamente protette con assi di legno o pannelli di compensato. Sembrano i preparativi per una guerra!?

Agli incroci si cominciano a notare i cellulari della polizia e capannelli di agenti in tenuta anti-sommossa sono radunati probabilmente per l’ultimo brief prima della festa-battaglia.

Percorriamo tutto il viale districandoci tra la folla che comincia ad affluire sempre più numerosa. Abbiamo fame ma qui è praticamente impossibile trovare una sistemazione adatta alle nostre finanze. Decidiamo quindi di tornare verso la Torre e addentrandoci nelle vie che costeggiano la Senna troviamo la nostra brasserie dove consumare il “cenone”. Due ore scarse di caldo con un buon Bordeaux nello stomaco ci restituiscono alla strada pimpanti come non mai. In breve siamo ai piedi della Torre, manca solo un’ora e mezza alla fine di questo 2010.

Ci sono tantissime persone, sembra che tutto il mondo sia venuto qui stasera. Basta tendere l’orecchio infatti per sentire una lingua diversa dall’altra e come contorno i venditori che quest’oggi spacciavano le miniature della Torre ora spacciano bottiglie di spumante ad 1 euro.

Ci facciamo qualche risata e in assoluto silenzio arriviamo alla mezzanotte. Ma sarà poi mezzanotte? Il dubbio rimane perchè qui non c’è nessun countdown, nessuna organizzazione, nessun spettacolo pirotecnico. Valli te a capire sti francesi.

Ah sì ora è mezzanotte, la torre luccica come fa del resto ad ogni ora. Quindi ci siamo. Stappiamo la nostra bottiglia di Champagne, brindiamo felici a questo anno che se ne va ed ad un altro che comincia in una continuità che è nella naturale vita delle cose ma che noi cerchiamo sempre di rinchiudere in uno schema di 365 giorni, 52 settimane, 12 mesi…

Parigi, anche se vista di corsa in un solo giorno, ha sempre il suo fascino e forse questo cielo sempre così cupo e carico di pioggia restituisce alla città quell’aura misteriosa ed affascinante che fa di ogni luogo “il luogo”. Prima o poi però un po’ di sole vorremmo vederlo su questi palazzi…

Buon anno a tutti!

Capodanno a Parigi

Quest’anno, nonostante gli sforzi profusi in rete, le offerte low cost per un trasporto aereo in una qualsiasi capitale europea si sono rivelate completamente fuori budget.

La macchina era una valida alternativa ma solo per poche destinazioni (Barcellona, Vienna, Monaco di Baviera) e così siamo andati in biglietteria FS per capire quel’era l’offerta dei treni per Parigi.

Beh per una volta si fa! Ebbene sì, abbiamo trovato, sopratutto per l’andata, 3 posti in cuccetta, sarà la prima volta, almeno per me, per una notte in treno. Il fascino del viaggio notturno e del rumore dei binari ad accompagnare il sonno (speriamo).

E quindi è presto detto, con le stesse modalità dell’anno scorso, affronteremo il tour de force tutto in una notte, ovvero partenza il 30 e ritorno l’1.

Niente alberghi, niente bagagli, una soluzione easy che ci permetterà di dedicarci per un giorno intero completamente alla città e finalmente potremo vedere con i nostri occhi lo spettacolo di luci degli Champs-Élysées e della Tour Eiffel.

Ma cosa si può fare in una giornata sola a Parigi?

Innanzitutto dal 20/11 al 3/1 c’è l’ICE MAGIC – Around The World, lo spettacolo della sculture di ghiaccio sugli Champs-Élysées.
In Place de la Concorde c’è la Grande Roue de la Concorde, la ruota panoramica dalla quale si può ammirare la città dall’alto.
Sempre sugli Champs-Élysées l’immancabile mercatino di Natale.
Una visita al Bercy Village.

E tanti altri eventi come solo una capitale mondiale come Parigi può offrire.

Un modo diverso per vivere in strada la fine e l’inizio di un anno.

In fondo si finisce un anno viaggiando e se ne inizia uno nuovo nella stessa maniera.

Low & Fast

Manca poco più di un mese e mezzo alla fine di questo 2010 e magari parecchie persone stanno cominciando a guardarsi intorno o per lo meno a pensare ad una possibile destinazione per i festeggiamenti del capodanno.

L’anno scorso, in virtù dei risparmi per il matrimonio, il budget che avevamo a disposizione era veramente limitato e così dopo aver speso ore alla ricerca di una sistemazione low-cost sia come trasporto che alloggio, lo sconforto di non trovare assolutamente niente alla portata del nostro portafoglio era veramente tanta. Poi, presi dalla disperazione, ci siamo buttati sulla soluzione estrema: andare via in giornata. Sì avete capito bene, partire il 31 e tornare l’1.

Detto fatto, per la modica cifra di circa 100 euro in due, siamo andati a Londra. Viaggio comprensivo di aereo, treno, cena e colazione.

L’idea di partire e tornare il giorno dopo fregandosene altamente del dormire, tanto l’ultimo dell’anno se ne può fare a meno, è veramente intrigante.

E così, la mattina del 31 dicembre 2009 partiamo alla volta di Linate, volo previsto per le 14:50. Due ore di vole per atterrare a Londra (Gatwick) alle 15:40 (1 ora di fuso in meno ovviamente), si prende il trenino direttamente dall’aerostazione e in poco più di mezzora si scende Victoria Station. Usciamo sul piazzale e quell’onnipresente odore di occidente ci invade immediatamente le narici. E’ un odore indefinito, miscuglio di patate fritte, sudore, asfalto ed umido. Un odore che a suo modo sa di casa.

Dopo una bella camminata lungo Victoria Street in mezzo alla tipica frenesia di una capitale con l’aggravante del capodanno, si raggiunge il ponte di Westminster con il Big Ben a dominare dall’alto il parlamento mentre dall’alto lato del fiume svetta il London Eye, la nostra meta per questa serata. Infatti sarà proprio dalla ruota panoramica che prenderà il via lo spettacolo pirotecnico più atteso dell’anno. Per il momento però è necessario cenare e un ottimo fish and chips bagnata dall’immancabile Guinness non può che fare bene.

Alle 19,30 siamo praticamente già in strada e facciamo bene perchè l’affluenza è enorme e le forse dell’ordine stanno velocemente chiudendo tutti i varchi di accesso verso Victoria Embankment, Westminster Bridge ecc..

4 ore di attesa al freddo e al gelo ascoltando il DJ della BBC, che tra l’altro si intravede dietro il London Eye. Finalmente arriva la mezzanotte con il fantastico conto alla rovescia all’interno proprio della ruota panoramica. Ora non ricordo più quanto sia durato, ma non finiva mai, veramente uno spettacolo incredibile.

Terminati i fuochi ci incamminiamo insieme alle migliaia di persone che defluiscono verso le vie principali sotto una bellissima quanto breve nevicata accompagnata dalle note di Auld Lang Syne, un momento veramente magico!

Con nostro disappunto constatiamo che i locali sono tutti chiusi, anzi no, sono aperti ma vista l’ora non si può entrare. Non ci rimane che passeggiare verso Victoria Station tra ubriachi e pazzoidi che si aggirano in sandali. Un hamburger come cena/colazione e attendiamo che il primo treno parta alla volta di Gatwick.

Alle 11 ci imbarchiamo per Milano e dopo poco più di 6 ore siamo al calduccio a casa nostra. Siamo stanchi morti, ma al tempo stesso siamo carichi come delle molle, è stata proprio una bella esperienza l’all-in-one, un’esperienza sicuramente da ripetere, magari già dal prossimo ultimo dell’anno.