Basel – Mullheim

Questa mattina la sveglia suona alle 7:45. Uno sguardo dietro la tenda e come da previsione il cielo non promette proprio niente di buono.

Spioviggina, c’è freddo e umido, sembra di stare a novembre. Le previsioni ieri sera hanno parlato chiaro per oggi: acqua acqua e ancora acqua.

Le ragazze scendono per comprare la colazione al supermercato che consumiamo in camera nostra con un occhio alla finestra.

Non si sa come ma pare che il tempo tenga…

Impachettiamo il tutto e fatto il checkout cerchiamo di uscire da Basilea. Impresa che risulta piuttosto complicata, un po’ per colpa dei tanti lavori in corso che ci sono e di conseguenza anche le ciclabili ne risentono, un po’ perchè le cartine che abbiamo in dotazione non sono così dettagliate come vorremmo.

Finalmente riusciamo dopo quasi un ora a lasciarci la città alle spalle. La ciclabile quasi completamente sterrata, corre a fianco del Reno verso nord. Alla nostra sinistra la Francia qui in Germania.

Il paesaggio risulta piuttosto monotono, del resto il paesaggio piatto e la monotonia del fiume non permettono molte variazioni sul tema.

Si prosegue alternando passaggi in boschetti a spazi aperti. Il cielo si mantiene scuro e minaccioso, un vento da sud freddo preannuncia cattive intenzioni.

Maciniamo i chilometri e finalmente raggiungiamo Steinenstadt, un piccolo paesino che nei nostri piani doveva svolgere la funzione di pausa pranzo ma con nostro disappunto constatiamo che è tutto chiuso. Ci fermiamo sotto la chiesa per mangiare quel poco che abbiamo con noi: qualche Tuc, una banana, un paio di barrette. In giro solo un gatto schivo.

Riprendiamo a pedalare ed il tempo volge al brutto. Di fronte a noi il panorama si apre lasciando spazio a colline ricoperte a perdita d’occhio da viti. E’ tutto completamente verde nonostante le nubi avvolgano le cime delle colline.

E’ il momento di spingere, prendere l’acqua proprio ora sarebbe una beffa.

Per una volta però siamo fortunati e una bella doccia calda dopo una giornata fredda come oggi è il premio che ci meritiamo.

Rimane il tempo per gironzolare per questa piccola cittadina che di per se ha poco da offrire. Il centro storico curato e farcito di gerani colorati è tagliato in due da un torrente che in stagione di piene deve essere piuttosto impegnativo, oggi è solo un rigagnolo.

Finiamo la serata in compagnia di una radler e due sniztel sotto un ombrellone mentre lo scroscio serale fa il suo dovere.

Rheinfelden – Basel

Dopo una notte tempestata di fulmini e tuoni ci svegliamo con la testa sotto una lastra di acciaio. Ahimè il tempo è pessimo. Piove a tratti e nemmeno la colazione sempre abbondante riesce a tirarci su il morale.

Fortunatamente oggi la giornata con il tragitto più breve, poco meno di 30 chilometri infatti ci separano da Basilea.Ill teatro romano di Augusta

Dopo un ora abbondante di attesa decidiamo di inforcare le bici e nonostante il cielo minacci continuamente pioggia ce la caviamo con qualche goccia.

E’ una tappa un po’ anonima quella di oggi con l’unico intermezzo interessante del teatro romano ad Augusta. Struttura ancora abbondantemente utilizzata per gli spettacoli più varie.

La periferia di Basilea come ogni periferia di città è triste e questo cielo la rende ancora più anonima.

Basilea è una città di confine per definizione, stretta infatti tra il Reno, la Germania e la Francia, risulta un miscuglio di lingue e nazionalità al limite del caotico. La città vecchia arroccata su una collina, domina dall’alto il fiume. Salite ripidissime si alternano a scalinate altrettanto impegnative in un dedalo confuso di strade e stradine non sempre percorribili.

Ci aggiriamo per il centro finalmente con un po’ di calma. Una sana camminata aiuta a smaltire questi primi 2 giorni di bicicletta.

Ovviamente il meteo incombe e le gocce sporadiche si trasformano in poco tempo in una pioggia copiosa. Giornata praticamente terminata nonostante ci inconiamo a rimanere per strada.

Torniamo in albergo dopo aver cenato in un locale fantastico e le strade sono completamente deserte, penso che nemmeno in tempo di guerra e coprifuoco ci sarebbe così poca gente. Sembra una città fantasma.

Il buio e la pioggia ci accompagnano verso il letto non prima di aver pianificato la difficile giornata di domani per la quale il tempo previsto appare pessimo.

Vedremo domani mattina…