On the way to Vancouver

Esattamente una settimana fa, fuso più fuso meno, eravamo a Londra, oggi siamo ad Hong Kong. L’aeroporto è una roba mai vista come la bellezza della veduta aerea in fase di atterraggio. La prima cosa che mi è venuta in mente vedendola sono stati i pirati della Malesia, non so se centra qualcosa ma è lo stesso.

L’attesa questa sarà piuttosto lunga, ora che scrivo sono le 11 in Italia, le 17 qui, e il volo è previsto per le 00,30 quindi qualche oretta per annoiarci ce l’abbiamo.

C’è il tempo per radunare un po’ le idee e fare un punto sulla settimana a Bangkok, anche perchè con la permanenza in Canada si corre il rischio di dimenticare particolari che ora sono vivi. E’ il tempo per scrivere qualche nota che non sia solo un resoconto freddo del fatto e del visto, ma che esprima anche i sentimenti e le emozioni che abbiamo provato.

On the way to Bangkok

Abbiamo appena terminato il nostro penultimo pranzo europeo, dico penultimo perchè presumo che in aereo le cibarie varie che ci propineranno saranno piuttosto british andante.
Ora ci attendono diverse ore, almeno 5, prima di prendere il volo e lasciarci l’Europa alle spalle. Stranamente rispetto al solito mi sento abbastanza tranquillo, forse proprio il lasso di tempo tra un volo e l’altro mi permette di non pensare a possibili ritardi e relative conseguenze. Non è invece dello stesso umore Lavi che questa mattina era veramente emozionata al momento di lasciare casa. Cosa che capita veramente di rado. In questo momento è intenta a scrivere le prime righe sulla moleskine, quella rossa, quella che in questi mesi di preparazione al matrimonio ci ha accompagnato, compagna fedele nel registrare liste, nomi, cose da fare, gente da chiamare, idee, indirizzi, numeri di telefono, insomma è stato il nostro contenitore naturale.

Ora non poteva che assolvere l’ultimo compito nel tenere traccia dei nostri pensieri in questo viaggio.

23Però al di la di queste considerazione in queste prime ore di viaggio abbiamo già avuto un condensato di fauna veramente interessante. Dall’allegra famigliola bolognese il cui padre ignorava l’esistenza degli M&M’s, il trio puttanesco di ragazzine romane in gita di piacere a Londra, la ragazza sola diretta a New York ed in pena per la coincidenza, quello altrettanto sgamato che ha prenotato un taxi da Gatwick a Heathrow, il doganiere inglese che mi interroga in italiano perchè deve far pratica della lingua, la signora cieca che viaggia cane al seguito nei cieli, il fish and chips con l’hamburger, e tante altre ancora che ho già dimenticato. E’ veramente bello viaggiare con la compagnia della curiosità.

Snervante attesa

Oh sì, la odio con tutto il cuore!

Odio l’attesa che precede una partenza. L’ansia che di giorno in giorno cresce. I dubbi ed i pensieri. Odio tutto questo!!!

Venendo alle questioni pratiche, le valigie le abbiamo recuperate, questa sera recupero il secondo zaino. L’attrezzatura tecnologica è pronta e le batterie in carica. I vestiti, quei pochi che prendiamo, sono più o meno pronti per essere sistemati.

Insomma, bisogna solo partire e questi ultimi 2 giorni non saranno certo facili, sopratutto lavorativamente parlando.