Amsterdam-Arnhem

Oggi è l’ultimo giorno in sella per questo tour dell’Olanda e l’inizio non poteva essere migliore.

Sembra infatti di essere piombati direttamente ad ottobre. L’aria frizzante ed umida ci intirizzisce per le via di un’Amsterdam ancora deserta.

Poche macchine, poche biciclette, tanta luce.

Uscire da una città non è mai semplice e prima che i sobborghi della capitale siano alle nostre spalle, passa un’ora abbondante. Poi, quasi all’improvviso, ci ritroviamo nuovamente sulla costa. Oggi tenteremo l’impresa, di nuovo oltre 100 km per raggiungere in serata la nostra destinazione che altri non è se non il punto da cui 11 giorni fa siamo partiti.

Un dedalo di canali si dirama verso sud e noi ne seguiamo diligentemente il corso, sfruttando argini e ponti. Procediamo spediti, sembra veramente autunno con questa luce fantastica. Peccato non potersi fermare per qualche scatto…

Siamo a metà mattina quando raggiungiamo la cittadina di Naarden. Un vero spettacolo. Si tratta infatti di una delle cittaà-fortezza meglio conservate d’Europa e si capisce subito il perchè , pare di essere all’interno di una castello fortificato se non che invece siamo in una città completamente circondata dall’acqua.

Semplicemente stupendo!

Ma il tempo è tiranno e non ci si può fermare.

Proseguiamo verso sud attraverso la campagna olandese e finalmente arriva! Ieri sera avevo fatto finto di non vedere certe indicazioni meteo sperando in un sbaglio, ma qui di sbagli ce ne sono pochi. No non sto parlando dell’acqua, ma del vento.

Un flagello per i ciclisti, sopratutto per quelli come me che hanno la gamba un po’ “mozza”. E così, tra un’imprecazione e l’altra si tira avanti.

E’ una fatica disumana. Più scendiamo verso sud e più la forza del vento aumenta. Che strazio.

Solo il pranzo ci concede un minimo di relax seduti su di una panchina a racimolare anche il minimo grado di energia. Cioccolata e bibite energetiche a manetta, ma pare proprio che le mie gambe non ne vogliano sapere.

Prima Scott poi Lavi si mettono al mio servizio per “tirarmi”. Che pena! Sembro Fantozzi alla Coppa Cobram, altro che bomba qui ci vorrebbe un missile.

Dopo l’ennesima sosta in un supermercato e relativa incetta di bibite, finalmente qualcosa cambia.

Complice anche un calo deciso del vento, finalmente si riparte. Mancano ancora almeno 30/40 chilometri all’arrivo, ma già si vedono le prime indicazioni…

Come abbiamo imparato a conoscere nei giorni scorsi, l’Olanda non è solo erba verde, canali e mulini, ma anche foresta e deserto.

Ci ritroviamo anche oggi immersi in una foresta stupefacente. Conifere come se fossimo in montagna e sabbia come se fossimo in un deserto, il tutto in un mix tanto strano quanto entusiasmante.

Si prosegue di gran carriera con il cuore leggero e le gambe pesantissime, ormai l’arrivo è vicino.

Niente volata finale per questa tappa, siamo troppo stanchi. Il gps segna 113km. Roba da matti.

Siamo felici, siamo riusciti nell’impresa di completare questo tour togliendoci non poche soddisfazioni. Ora è il momento delle 4 ruote, domani ci aspettano solo 1300 km…

Arnhem-Epe

Finalmente ci siamo. Alle 8 in punto suona la carica e tutti giù dal letto.

Da lì in poi però con calma, quindi una lauta colazione con il cuore colmo di gioia per un cielo terso che ci regala un azzurro stupendo e la speranza che almeno la prima giornata passi senza acqua.

Tornati in camera per racimolare i nostri pochi bagagli e giù un acquazzone da brividi! Inutile racontare a che livello è piombato il morale. Comunque abbiamo fino alle 11 per fare il checkout.

Impachettiamo tutto come da programma al meglio delle nostre possibilità visto il tempo. Poi, pian piano, il miracolo olandese si compie e così come è arrivata la pioggia se ne va :O

Torna lentamente il sereno e non c’è tempo da perdere, fatto il checkout, cominciamo con l’ardua missione di sistemare il tutto sulle bici. A me pare un po’ una comica perchè come sempre siamo stati troppo ottimisti e il peso si sente tutto, tanto che il cavalletto… beh lasciamo perdere, meglio non usarlo, tanto alla fine un muro lo si trova sempre.

Quindi ci siamo!!! Siamo partiti, siamo in bicicletta per le strade d’Olanda.

La destinazione di oggi è Epe, una piccola cittadina posta a nordest di Arnhem a circa 50 km. In mezzo un enorme parco nazionale interamente percorribile in bicicletta. Il parco, che si chiama De Hoge Veluwe (ingresso € 8,20), offre un servizio gratuito di biciclette con le quali è possibile scorrazzare per le stradine che si sviluppano sui suoi oltre 5000 acri.

A dire il vero lo spettacolo è sorprendente perchè il paesaggio offre scorci che non ti aspetti in Olanda. Innanzitutto il verde qui è un po’ latitante, pare invece di trovarsi in nella savana africana.

Il tragitto all’inteno del parco, circa 12 km, ci porta verso la città di Apeldoorn che attraversiamo giusto durante l’ora di pranzo.

Dopo una mattinata relativamente soleggiata, a sud si cominciano ad intravedere i primi nuvoloni. Acceleriamo il passo e raggiungiamo il piccolo paese di Vaassen in un tripudio di verde e pascoli. Mucche, pecore e cavalli occupano il posto che da noi normalmente è riservato alle coltivazioni.

In centro a Vaassen occupiamo giusto in tempo un caffè per vedere venir giù il finimondo di acqua. Ci godiamo un gustoso cheeseburger sotto un diluvio universale. Le bici invece affrontano stoiche le interperie, i bagagli pure 🙂

Manca poco alla fine di questa prima tappa, poco più di 6 km ci separano da Epe. Siamo un po’ stanchi, ovviamente le gambe e il sedere si fanno sentire in questo primo giorno, l’umido del post pioggia è asfissionante, ma questo verde ripaga di ogni sforzo.

Sarò noioso probabilmente, ma anche qui come in tanti altri posti che abbiamo visto ultimamente, c’è quell’ordine che a noi sa regalare quella pace e quell’invidia, sì invidia, per questo mondo che nel nostro caos osiamo solo sognare.

Questa sera si dorme in hotel, fatta la doccia, aspettiamo le tenebre, che qui arrivano piuttosto tardi, per riposare il corpo domani di nuovo in sella.