Makkum-Hoorn

20120811_093813Sveglia stropicciata e dolorante questa mattina. Complice la tirata di ieri le gambe sono messe veramente male.

Gurdiamo fuori dalla finestra e il cielo non presagisce niente di buono. Grigio come solo il nostro novembre nebbioso sa essere.

 

Ma il vero timore è il vento! Oggi infatti dobbiamo affrontare la traversata della Afsluitdijk, credo la più grande diga olandese con una lunghezza di oltre 30 km costruita tra il 1927 ed il 1933.

La partenza non è delle migliori, veramente difficile pedalare dopo i 100km di ieri, ma stringiamo i denti ed una volta arrivati alla diga, che dista pochissimi chilometri da Makkum, lo spettacolo che ci si presenta è impressionante, grandioso.

Il mare alla nostra destra calmo e placido, il lago alla nostra sinistra anch’esso calmo e placido.

Noi come dei piccoli Mosè pedaliamo su questa striscia senza soluzione di continuità con il cuore colmo di preoccupazione: speriamo non inizi a soffiare il vento.

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Per una volta pare che gli elementi siano dalla nostra e terminiamo la traversata senza grossi problemi, ora è il momento di puntare a sud, destinazione di oggi infatti è Hoorn, una cittadina alle porte di Amsterdam, un tempo fiorente porto marittimo poi via via scemato dopo la costruzione della diga.

Con nostra sorpresa la ciclabile che stiamo percorrendo si inoltra all’interno di una foresta spettacolare il cui nome, con qualche beneficio di inventario, dovrebbe essere Dijkgatbos. E’ un ambiente grandioso, paragonato poi al piattume della diga che abbiamo appena lasciato alle nostre spalle.

20120811_124214Usciti dalla foresta proseguiamo lungo la costa che scende verso sud fino ad arrivare al paese di Medemblik. Arrivando dall’argine, giungiamo direttamente nei pressi della stazione ferroviaria e con nostra sorpresa ci imbattiamo in un treno a vapore! Si a vapore, scropriamo infatti che esiste una linea ferroviaria che collega Medemblik ad Hoorn tramite questo convoglio a vapore completamente restaurato. Un’attrazione decisamente turista ma che ha il suo fascino. Ovviamente la sosta è d’obbligo ed infatti dopo una decina di minuti ecco che la locomotiva aggancia i vagoni e tra un sbuffo e l’altro parte in direzione sud. E’ la prima volta che vedo da vivo una locomotiva a vapore e da patito di treni e plastici quale sono devo dire che l’emozione è stata tanta.

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Ma non c’è tempo per i divertimenti c’è ancora tanta strada e dopo il pranzo consumato nella via centrale, ripartiamo di gran carriera verso Hoorn.

Finalmente, dopo oltre 80 km, raggiungiamo la città di Hoorn e con nostra sorpresa scopriamo che qui è festa.

Il centro infatti è disseminato di giostre ed attrazioni, pare di essere a Gardaland, girare in bicicletta è praticamente impossibile e siamo costretti a procede a piedi bici alla mano.

C’è ogni ben di dio, sopratutto per 4 ciclisti affamati ed assetati!

Hoorn è stupenda come solo ogni città portuale sa esserlo. Il porto a ridosso del centro mette ancora in mostra le sue abituazioni caratteristiche, così come le viuzze del centro storico. Peccato per questo bordello infernale, è praticamente impossibile muoversi.

Non rimane che scaricare i bagagli in albergo e buttarsi nella bolgia a piedi.