Il Natale alle porte

Il Natale alle porte. Pare un titolo di un film di guerra, ma invece ci ritroviamo in terra tedesca a poche settimane da questo Natale farcito invece che col panettone dalla crisi che finalmente anche da noi può dirsi conclamata.

Con poco più di cinque ore di macchina ci siamo lasciati alle spalle Italia ed Austria per raggiungere le Alpi Bavaresi. Zona per noi inesplorata ma che da subito suscita sentimenti di gioia vera. Un po’ come ritrovarsi a casa nonostante aver accumulato centinaia di chilometri di asfalto.

Raggiungiamo la località di Prien am Chiamsee dopo aver combattuto con le code da traffico. Una ridente località bavarese accoccolata tra le colline che dolcemente si muovono alla base delle Alpi Bavaresi. La neve delle cime domina incontrastata sul verde di questi avvallamento che solo la dolcezza di un pasticcino potrebbe essere all’altezza.

Ci sistemiamo in un agriturismo a dir poco fantastico e siamo già in autostrada, scusate autobahn, in direzione Salisburgo.

Le luci di Natale ci accolgono vivide nella ridente cittadina austriaca. E ‘ già buio e anche se la maggior parte della città è oscurata dal buio, il resto è illuminato da miriadi di luci di ogni colore. Lasciata la macchina in parcheggio ci addentriamo nella città vecchia lanciando occhiate curiose alle vetrine. Scopriamo con nostra sorpresa che qui gli sconti sono già inziati. Chi il trenta chi il venti. Il tutto farcita dall’immancabile frenesia pre-natalizia.

Il freddo è pungente e un vento freddo soffia teso da est. La temperatura è vicina allo zero e siamo intirizzito dal freddo. Ogni occasione per concederci un vin brulè è ben gradica e a ben vedere non siamo gli unici.

Le ombre della notte donano a questa cittadina un fascina particolare. Ad ogni angolo scopriamo una decorazione diversa. Se non è la vista è l’udito a godere dell’atmosfera nataliziam con un canto od una musica ad allietare il nostro girovagare per gli anfratti medioevali di questa di questo borgo.

Luci, luci tante luci! Siamo quasi abbagliati dal volume di luci che ad ogni finestra o vetrina illuminano il nostro passaggio. Nonostante il freddo ci concediamo una lunga passeggiata lungo la via principale. Ma ormai è ora di cena e trovato un locale di nostro gradimento, ci laciamo coccolare dal dolce tepore dela stube che avvolge l’ambiente di un calore del tutto particolare. Un calore che sa di tradizioni antiche, un tepora che sa di casa.

Rientriamo verso la maison che sono già le dieci passate, orario questo già oltre il consentito. Tutto è silenzio. Tutto è immobile. Una cappa di gelo raffermo avvolge il paesaggio che ci circonda. Veloci rientriamo in casa e ci concediamo un meritato sonno ristoratore.