Icefields Parkway

Oggi è giornata di trasferimento e la sveglia, come del resto ha sempre fatto, suona piuttosto presto.
Lasciamo Banff che sono le 8 in punto, il pieno di carburante lo abbiamo fatto, il cibo per il pranzo lo abbiamo comprato, non ci resta che partire.
La giornata non promette niente di buono, come ieri, nuvoloni grigio nero si affollano all’orizzonte proprio nella nostra direzione. Ci siamo ripromessi di sfruttura la tappa di trasferimento per fare alcune soste per visitare posti che altrimenti nei giorni scorsi sarebbero risultati troppo lontani.
Ci lasciamo alle spalle i primi 45 chilometri che separano Banff da Lake Louise e ci immettiamo sulla strada 93, la famosissima Icefield Parkway.
Questa strada, aperta solo da maggio ad ottobre, è lunga 253 chilometri, ed è la mecca per gli amanti della natura, collega infatti i due parchi di maggior richiamo, quello di Banff e quello di Jasper.

I primi 50 chilometri della 93 passano tranquilli, anche perchè un po’ già li conosciamo avendoli percorsi negli ultimi due giorni, il resto è tutto da scoprire. Peccato però che una pioggia insistente ci accompagna per quasi tutto il viaggio e le soste che avevamo programmato di fare in questo modo vengono ridotte al minimo.

Descrivere l’Icefield Parkway è cosa non semplice. Innanzitutto ovunque si guardi si rimane stupiti della vastità e della maoestosità degli elementi. La valle nella quale la strada è stata ricavata è delimitata costantemente da catene montuose che senza soluzione di continuità si susseguono l’una con l’altra. Dove finisce la roccia inizia la foresta di conifere, una distesa ai nostri occhi infinita, di verde. L’unico altro elemento sempre presente è l’acqua. Che sia un fiume, una cascata o un lago non importa, qui l’acqua si contende il suo spazio con gli alberi e la roccia.

Tra i passaggi più impressionanti siuramente quello che si incontra scendendo dal Columbia Icefield verso Jasper. Il paesaggio assume un aspetto quasi lunare nel quale, a fianco della strada, corre quello che pare un enorme letto di un fiume che durante la stagione del disgelo accoglie tutte le acque del versante che dai ghiacciai circostanti si riversano a valle. Cerchiamo di immaginare come deve essere in primavera quando un’enorme massa d’acqua limacciosa trasporta a valle tronchi, sassi e qualunque cosa si trovi sulla sua strada. La pioggia e la luce scura non fanno che acuire questa sensazione di maestosità .
Veramente qui ci si sente solo un puntino nell’universo.
Finalmente, dopo 6 ore, arriviamo a Jasper dove pare tutto sold out. Fortunatamente troviamo un alloggio proprio a ridosso del centro cittadino, che altro non è che una strada costeggiata dalla ferrovia. Cittadina che ci appare fin da subito prettamente volta allo sfruttamento del turista, del resto qui è dura vivere di qualcosa di diverso.

Ogni 5 minuti passa un treno merci, mai visti di così lunghi, che con il loro caratteristico fischio riportano la mente a tempi passati. Con una lentezza impressionante le locomotive diesel si trascinano decine e decine di vagoni merci da est a ovest e viceversa. A vederli dall’alto sembrano muoversi in un plastico dal gran che appaiono piccole confrono all’ambiente circostante.
Qui continua a piovere anche se la temperatura si mantiene gradevole, speriamo che domani la meteo sia clemente.