Summer 2013, il percorso definitivo

Dopo 4 mesi di confronto e proposte finalmente ha preso forma il percorso per il viaggio della prossima estate.

Abbandonata l’idea della Danimarca per problemi logistici, la proposta è caduta sulla regione dell’Alsazia e zone limitrofe. In verità gran parte del percorso segue il tracciato dell’Eurovelo15, che porta da Andermatt in Svizzera fino a Rotterdam in Olanda seguendo il percorso del fiume Reno. Non a caso questa ciclabile è stata poi rinominata con il nome di Rhine Cycle Route.

Nel nostro piccolo, non avendo a disposizione tantissimo tempo, abbiamo studiato un percorso che partendo da Waldshut-Tiengen in Germania ci porterà dapprima a Basilea poi in Alsazia fin su a Strasburgo per rientrare attraverso Friburgo e la Foresta Nera.

Quest’anno l’intento è quello di riservarci più tempo per poter visitare le città ed i luoghi che attraverseremo, di conseguenza le tappe rispetto all’anno passato sono drasticamente più corte quindi niente più tapponi dolomiti, anche se un po’ l’idea dell’impresa ci piaceva…

Mancano esattamente 2 mesi alla partenza e fervono i preparativi, in particolare le nostre bicicletta mai come in questo momento necessitano di manutenzione, cambiati i copertoni e le selle, urgono interventi ai freni. Inoltre quest’anno avremo delle new entry per quanto riguarda accessori per le bici e vestiario tecnico.

Stay tuned…

L’autobus non sempre ha 4 ruote

Era qualche tempo, no siamo onesti credo almeno 2 anni abbondanti, che non prendevamo un volo Ryan Air. Pensavo di essere preparato vista la lunga frequentazione di compagnie low cost europee, però ecco devo dire sinceramente che ho dovuto aggiornare le classifiche sul mio taccuino.

Come sempre quando si parla di low cost, la preparazione avuta durante i 5 anni di superiori e di conseguenti guerriglie per accaparrarsi un posto in corriera (5 volte al settimana x 2 volte al giorno), servono sempre. Ovviamente con termini diversi in quanto qui non si può sgomitare, spingere, trattenere, scalciare ecc. tutte attività che invece sono caldamente consentite quando si cerca di salire su un autobus. E così diligentemente in fila 40/60 minuti prima dell’imbarco per garantirsi almeno la tranquillità di salire a bordo, il resto è un lusso che non ce lo possiamo permettere.

Succede quindi che le chiacchiere da fila lasciano spazio ad aneddoti esilaranti, sopratutto quando si ha a che fare con neo low-cost-viaggiatori di una certa età. Le preoccupazioni rispetto a ciò che silenziosamente accade durante l’attesa, i dubbi del “riusciremo a sederci vicino?”, o “e se mi controllano il trolley?” e via discorrendo rendono l’attesa meno pesante di quanto in effetti è.

Alla totale assenza della bilancia fa da contraltare il viaggiatore che pur di far entrare il proprio bagaglio nel cestello che ne misura le dimensioni, è disposto a distruggere il proprio trolley spingendolo con tutte le sue forze e ostiando contro il cielo nella speranza che un miracolo eviti l’imbarco forzato in stiva.

Altra specie animale è poi quella che infila alla tracolla l’impossibile occultandolo sotto le forme generose del giaccone stile rapper neyworkese anche se fuori ci sono 25 gradi. Del resto un po’ di begatini per la pesca fan sempre comodo.

Il successivo controllo dei colli penzolanti è quanto meno ridicolo. Un solo collo a mano please!!! La legge è uguale per tutti, qui vale per davvero!

E quindi noi che ci presentiamo con alla tracolla il portalibro veniamo invitati a metterlo in valigia. Poco valgono le spiegazioni che si tratta di un libro e che quindi poi lo tirerò fuori in cabina. Come vuole lei hostess, riposto il collo in valigia ci tuffiamo nella folle corsa lungo la pista verso una delle due scalette, manco fossimo in fuga verso la terra promessa…

Ovviamente una volta saliti ci si scontra con il dramma di dove mettere il proprio trolley. Oh mio dio è tutto pieno!!! Ed ora che si fa?!@$%!”

E qui i casi sono 2, o hai un culo fotonico, oppure devi metterti il cuore in pace e credere nella pace del mondo, nella fine della fame, e che tutti vivremo felici e contenti fino alla fine dei nostri giorni.

Noi ovviamente dobbiamo estrarre il nostro collo, e quindi con molta calma blocchiamo tutta la fila durante l’operazione di apertura/estrazione/chiusura. Nel frattempo gli appelli accorati che escono dagli altoparlanti invitano tutti a fare in fretta perchè l’aereo deve partire in orario e per evitare ritardi bisogna muovere il culo. Basta cincischiare cercando un posto vicino al proprio amichetto, arrangiati oppure paga l’opzione priority se no perchè cazzo ce l’hanno messa quella opzione ti pare?

Finalmente si parte come un branco di deportati verso lidi (migliori). Chiaramente tutto il viaggio lo passi ad escogitare la miglior strategia per fiondarti giù dall’aereo prima ancora che i motori siano spenti, perchè è inutile negarlo ma ci deve essere qualcosa che non va nei seggiolini dei voli low-cost. E’ come se ci fossero degli aghi che al momento dell’atterraggio pizzicano il culo dei viaggiatori, perchè se c’è un gesto che viene naturale subito dopo l’accensione di quello stramaledetto cellulare ancora prima di toccare terra è che tutti si alzano creando uno spostamento d’aria che non poche volte ha rischiato di far deragliare gli aerei…

Stai calmo, ormai sei arrivato, dove cazzo corri? Doveeeeeeeeeeeeeeeeeeee?

Relax people, relax and enjoy your travel.

Compattazione

Venerdì si parte con destinazione centro Mediterraneo ovvero Malta.

Più di ogni altra cosa, la vera impresa sarà quella di riuscire a far star tutto nella striminzita valigia a mano. Sì perchè ormai è un mestiere che in un modo o nell’altro, anche grazie al supporto di Ryan Air, ha visto molti cimentarsi nella drammatica combinazione tetris + bilancia!

E’ un arte delicata quella del far star tutto e quel tutto entro un certo peso. Per chi poi come me vuole portarsi dietro un minimo di attrezzatura fotografica le scelte diventano durissime.

Un unico bagaglio a mano per 3 giorni che contenga il minimo indispensabile in vestiario e attrezzatura fotografica…. è quasi una mission impossible però non ci sono vie di fuga, quindi giovedì pomeriggio farò ricorso a tutti i miei trascorsi di giocatore incallito di tetris nella speranza di raggiungere quel traguardo che assicura la tranquillità dell’imbarco e al tempo stesso la certezza di avere l’indispensabile con se.

Di certo a casa rimarrano:

  • netbook
  • teli vari ed assortiti
  • scarpe di ricambio
  • giacche
  • libri
  • […]

Tour Olanda 2012, prime considerazioni

Nell’immaginario collettivo Olanda è sinonimo di bicicletta. Beh devo dire che sì è proprio vero! Nei nostri viaggi precedenti limitati alla zona di Amsterdam e dintorni avevamo avuto un’idea di cosa significa bicicletta in Olanda, ma era comunque relegata all’ambito cittadino di una capitale, era quindi necessaria qualche ulteriore indagine prima di archiviare la pratica.

Con alle spalle, o nelle gambe, 600 km sulle strade olandesi, ci siamo fatti un po’ un’idea di cosa vuol dire bicicletta. Bicicletta non è solo un mezzo di trasporto, è uno stato d’animo, è un modo di vivere. Sono veramente poche le azioni che si compiono senza bicicletta fuori dagli edifici. La macchina? Una scocciatura!

Con questa premessa è poi logico ritrovare sulla strada un’organizzazione senza eguali credo al mondo. Tra le cose che più mi hanno impressionato sono stati i rilevatori agli incroci semaforici. Infatti, così come succede con le auto quando si fermano ad un semaforo, anche per le biciclette esiste un sistema identico di rilevamento a pressione in prossimità dei semafori. Ovviamente sto parlando di ciclabili e semafori riservati alle biciclette….

Tutto questo per noi italioti è semplicemente pazzesco o fantascientifico. Lascio a voi la scelta dell’aggettivo più consono.

E dato che sulla strada ci vanno tutti ma proprio tutti, le regole qui si rispettano e si fanno rispettare. Quindi la segnaletica per le biciclette, così come per i pedoni o per le automobili, è presente sempre ed ovunque.

I dossi? Il parto di qualche malato di mente. Qui non sanno nemmeno cosa sono.

I “frangi-ciclisti”? Roba da medioevo!!!

Sì noi ci siamo mossi quasi esclusivamente in bicicletta, ma ogni mezzo ha i suoi diritti e doveri, non è che qui la bici ne abbia di più. Semplicemente le regole vengono rispettate da tutti. Questo significa che quando ti metti sulla strada, perchè parliamoci chiaro non è che le ciclabili siano ovunque, ci sono anche tantissime corsie riservate alla biciclette ma all’interno della sede stradale, quindi lo spazio lo si divide tra auto, camion, moto, ecc., comunque quando ti metti sulla strada non hai mai quella sensazione di pericolo tipica delle nostre latitudini dove ti sfrecciano a fianco a velocità pazzesche magari cercando di farti il pelo…

E’ un mondo veramente diverso dal nostro, non dico universo, ma mondo si!

Oggi sono due settimane esatte che siamo rientrati in Italia e sono due settimane che vengo al lavoro in bici. L’unico commento che mi nasce spontaneo è che non ho parole per poter fare un confronto. Non ci riesco. Mi tengo stretto quelle poche ciclabili sgangherate che ho a disposizione sapendo che nel nostro panorama è comunque un lusso, e pedalo con un pezzetto di Olanda dentro di me.

Siamo pronti! Anzi no, forse sì dai

Sabato scorso (28 luglio) abbiamo fatto l’ultimo test chilometrico per valutare un po’ la gamba prima del tour olandese.

Nel complesso direi che non è andata male. Considerando la temperatura (circa 40 gradi) e la distanza percorsa (oltre 65km) ed il tempo impiegato (poco meno di 5 ore pausa compresa), il morale è sicuramente alto.

Gli aspetti invece un po’ più nebulosi sono rappresentanti innanzitutto dalla logistica. Infatti con 40 litri a testa pare quasi un’impresa titanica farci stare tutto.

A dire il vero se non fosse per tutto l’armamentario elettronico, grossi problemi non ci sarebbero, ma ahimè ci tocca caricare veramente tanta roba e ovviamente si parla solo dell’indispensabile.

Un posto lo troveremo…

Ma passiamo alle note dolenti che al momento sono rappresentate fondamentalmente dall’aspetto metereologico. Partendo dal presupposto che abbiamo dato per scontata qualche lavata, un conto è parlare di qualche scroscio ogni tanto, un conto invece è avere una settimana intera di pioggia ad intermittenza con temperature minime intorno ai 12 gradi e massime mai sopra i 23.

Non nascondo che la preoccupazione è tanta.

Tra le altre cose proprio ieri (29 luglio) c’è stata una mezza alluvione nella zona sudovest. In più, con le temperature prospettate, ovviamente il vestiario ne risente scontrandosi di conseguenza con lo spazio esiguo a disposizione.

Insomma direi che giovedì, giorno di valigia, anzi no di borsa, bisognerà far ricorso all’esperienza passata nel tetris per cercare di incastrare tutto.

L’itinerario definitivo (o quasi)

Dico quasi perchè in tutte le cose nelle quali non si programma più di tanto, rimane sempre un margine di errore o di manovra. Insomma magari qualche dettaglio potrà anche cambiare ma nel complesso l’impianto generale è fissato.

Al di là poi del mero itinerario la vera notizia è che non saremo soli in questo viaggio ma condivideremo le nostre avventure con Scott e Pamela, due accaniti ciclisti che fungeranno da apripista per noi ciclisti della domenica.

A questo punto non rimane che partire… ah no dimenticato i piccoli aspetti logistici della situazione…

Quando avremo tempo, e spero che succeda questa settimana, faremo il listone definitivo di quello che serve e quello che manca. Ho già paura….

La lista della spesa

In verità non ci serve tanta roba perchè per forza di cose si dovrà viaggiare leggeri.

Al momento le cose di cui sicuramente facciamo difetto sono:

  • pantaloncini da ciclista
  • borse varie ed assortite
  • kit riparazione pneumatici
  • pompa
  • borracce
  • involucri idrorepellenti per il vestiario
  • guanti da ciclista
  • cartine
  • calzature?
  • Cosa abbiamo già:
  • biciclette (2)
  • 2 borse porta oggetti (da capire se sono sufficienti)
  • giacca antipioggia (2)
  • occhiali (2)
  • t-shirts varie ed assortite
  • cartine
  • calzature?

Sicuramente dimentico qualcosa in una o nell’altra lista, però è interessante affrontare le problematiche poste non tanto dal peso quanto dal volume.

Qualcosa si muove

Anche se non siamo ancora a metà gennaio è necessario cominciare ad organizzare il viaggio della prossima estate.

La destinazione definitiva è l’Olanda e giusto questa mattina abbiamo acquistato, complice l’offerta della Lonely Planet, la guida relativa Olanda (Guide EDT/Lonely Planet). Quest’anno faremo per la prima volta l’esperienza di effettuare un viaggio completamente senza automobile dato che l’idea è quella di recarci in Olanda in treno con al seguito le nostre ormai fidate biciclette.

Biciclette che saranno il nostro mezzo di locomozione che ci permetteranno di scorrazzare in terra olandese per 7/10 giorni, molto dipenderà dalla “gamba“.

Nonostante siamo già stati in Olanda un paio di volte, ignoriamo quasi completamente come sia organizzato il trasporto su 2 ruote.

Il primo obiettivo sarà quello di definire una tracciato di massima considerando che non vogliamo fare più di 40 km al giorno. Fatto questo passeremo ad individuare le strade migliori e/o interessanti per raggiungere di volta in volta le località selezionate.

Da un punto di vista editoriale, nonostante l’Olanda sia ritenuta la patria delle biciclette, l’offerta è quasi nulla, per lo meno per le zone che interessano a noi. Fortunatamente la rete ci viene in aiuto e stiamo selezionando una raccolta di link a siti veramente interessanti.

L’altra questione cruciale è ovviamente ricoperta dagli aspetti logistici del viaggio. Nonostante ogni volta eliminiamo qualcosa, siamo comunque sempre dotati di trolley e zaino, cosa che in questo caso proprio non ci è permessa. Sarà una bella sfida quella di farci bastare le sacche sul portapacchi della bicicletta considerando che alcune cose proprio non possiamo lasciarle a casa vedi macchina fotografica e portatile. Un po’ mi viene da sorridere, ma questa sfida mi piace.

Nella prossime settimane pianificheremo l’itinerario poi si passerà alla logistica.

Stay tuned.

I buoni propositi? Un’altra volta

Questo sarà probabilmente un anno nel quale tireremo i remi in barca. Ormai il disco che suona è sempre quello, ogni giorno con un volume più alto, crisi di qua, crisi di la. Ed anche a casa nostra pare che sia arrivata a bussare alla porta.

Il primo effetto è stato quello di rivedere in modo importante le scelte di viaggio per questo 2012, quindi il progetto estivo a lungo corteggiato, è stato diligentemente riposto nel cassetto per tempi migliori e sostituito da una soluzione low-cost europea in via di studio che preveda solo l’uso di treno e bicicletta (Olanda in pole position).

Detto questo gli altri, e forse unici, momenti di svago che avremo sono rappresentati dai 2 ponti nei primi mesi dell’anno. Quello di San Geminiano e quello del 1 maggio. L’intermezzo pasquale è ancora tutto da sdoganare anche se l’idea è quella di far visita ai parenti in Romania.

Per il resto staremo un po’ alla finestra a vedere cosa succede nella speranza che l’autobus dei viaggi non tardi troppo a tornare.