Autobahn

Dopo non so quanti chilometri e non so quante ore, stasera puntuali come delle merde, alle ore 20:00 ci siamo presentati in hotel ad Arnhem.

Dire che è stata lunga è poco e nonostante la partenza super intelligente del venerdì pomeriggio, che sì ci ha permesso di schivare tutto il traffico in Italia, in compenso ci ha fatto beccare tutto quello di Germania. Per fortuna essere in 4 aiuta e tra una risata e l’altra i chilometri scorrono sotto le ruote che è un piacere.

E anche se il temporale pomeridiano ha contribuito ad abbattere un po’ il morale, ora l’importante è che siamo qui e che da domani si fa sul serio ci aspetta il tour di questa Olanda verde come uno smeraldo. Siamo carichi, siamo pronti, dobbiamo solo partire.

Siamo pronti! Anzi no, forse sì dai

Sabato scorso (28 luglio) abbiamo fatto l’ultimo test chilometrico per valutare un po’ la gamba prima del tour olandese.

Nel complesso direi che non è andata male. Considerando la temperatura (circa 40 gradi) e la distanza percorsa (oltre 65km) ed il tempo impiegato (poco meno di 5 ore pausa compresa), il morale è sicuramente alto.

Gli aspetti invece un po’ più nebulosi sono rappresentanti innanzitutto dalla logistica. Infatti con 40 litri a testa pare quasi un’impresa titanica farci stare tutto.

A dire il vero se non fosse per tutto l’armamentario elettronico, grossi problemi non ci sarebbero, ma ahimè ci tocca caricare veramente tanta roba e ovviamente si parla solo dell’indispensabile.

Un posto lo troveremo…

Ma passiamo alle note dolenti che al momento sono rappresentate fondamentalmente dall’aspetto metereologico. Partendo dal presupposto che abbiamo dato per scontata qualche lavata, un conto è parlare di qualche scroscio ogni tanto, un conto invece è avere una settimana intera di pioggia ad intermittenza con temperature minime intorno ai 12 gradi e massime mai sopra i 23.

Non nascondo che la preoccupazione è tanta.

Tra le altre cose proprio ieri (29 luglio) c’è stata una mezza alluvione nella zona sudovest. In più, con le temperature prospettate, ovviamente il vestiario ne risente scontrandosi di conseguenza con lo spazio esiguo a disposizione.

Insomma direi che giovedì, giorno di valigia, anzi no di borsa, bisognerà far ricorso all’esperienza passata nel tetris per cercare di incastrare tutto.

Storie da bancone

E’ un sabato sera caldo questo primo sabato ad Amsterdam, usciamo verso le dieci per farci una birra dato che non abbiamo molta fame e di cena non ne vogliamo assolutamente sentir parlare.
In giornata ho buttato l’occhio su un pub nella Rembrandtplein, The house of Guinness, inutile dire che il nome ha un richiamo quasi magico per noi, quindi si opta per il bancone.
Non c’è molta gente in giro del resto la notte è lunga, ordiniamo “two Guinness and two french fries“. La cornice è allietata da qualche elemento strano, come i due vecchietti intenti a cenare ad un tavolino, uno dei quali inutile dirlo è identico al mitico Signor Miyagi di Karate Kid.

Ma non è tanto questo che mi interessa sottolineare, quanto la scoperta che di lì a pochi minuti abbiamo fatto sul metodo di lavaggio dei bicchieri. A prima vista nessuno mette mai in dubbio che i bicchieri di un pub ci vengano serviti lavati e puliti, del resto nemmeno questo si esime da questa pratica, l’aspetto che invece risulta sconcertante è la procedura di lavaggio.

Infatti una volta che il bicchiere viene raccolto sporco da tavolo, viene ordinato insieme agli altri, se ce ne sono, bicchieri sporchi e immerso, uno ad uno, nella vasca del lavandino usualmente colma di acqua e detersivo. L’immersione avviene in corrispondenza di una serie di spazzole verticali che permetto di lavare il bicchiere in profondità. Fatto questo il bicchiere viene impilato con gli altri per essere successivamente usato alla nuova ordinazione.

In tutto questo procedimento manca essenzialmente una fase che ci siamo chiesti, a questo punto, se sia obbligatoria oppure no, infatti non esiste nessuna azione di risciacquo dei bicchieri che quindi così come vengono estratti dal lavaggio vengono poi utilizzati. Ora, la birra non sapeva certo di detersivo, però non credo faccia piacere sapere che il liquido che si sta ingerendo ne contiene.

A questo punto i casi sono due: o il detersivo è ingeribile, oppure mi manca un pezzo e prego chi ne è a conoscenza di illuminarmi sulla questione.

Ultimi preparativi

Siamo di nuovo in partenza. Venerdì di buon ora la sveglia per il volo, destinazione: Amsterdam.

Ieri (16/01) abbiamo comprato le valigie che proprio ci mancavano, anche perchè viste le ultime rotture con liquido ed affini abbiamo evitato di viaggiare con il solo bagaglio a mano, cosa comunque comodissima per evitare perdite di bagaglio e code di attesa.

Il programma a grandi linee prevede il venerdì pomeriggio al mercato delle pulci mentre la sera al Van Gogh Museum; sabato orto botanico la mattina, mentre il pomeriggio a zonzo nei pressi di piazza Dam e la sera vasca per il quartieri a luci rossi. Domenica in libertà a zonzo per il centro storico medioevale giusto per gli acquisti di rito (bandiera e zoccoli assolutamente).