Haus der Musik

Finalmente un museo che non è solo un mausoleo ad un arte antica ormai perduta nel tempo, ma un luogo nel quale sperimentare ed interagire con l’ambiente che ci circonda.

In sintesi questo è il museo della musica situato nel centro di Vienna. Non nascondo che da qualche anno, causa delusioni a raffica, abbiamo sempre di più razionato le visite ai musei a favore di un peregrinare studiato e al tempo stesso casuale per le vie delle città.

Grazie però alla sponsorizzazione di un caro amico e all’inaspettato, quanto mai gradito, sconto offerto gentilmente dall’Austrian Airline per aver volato con loro, abbiamo dedicato mezza giornata alla visita di questo santuario della musica.

Partiamo col dire che questo museo si è guadagnato la nomea di miglior museo dell’intera Austria.

Con questa premessa ci aggingiamo a visitare i 4 piani che compongono l’edificio.

Al primo piano troviamo l’area dedicata alla Filarmonica di Vienna nella quale è possibile ascoltare alcuni tra i brani più celebri dei compositori austriaci oltre che visitare le stanze dove nel 1842 venne ufficialmente fondata.

Il secondo piano ci proietta invece in un mondo completamente nuovo. Un mondo nel quale non si è più visitatori passivi ma attori in prima persona. Un mondo nel quale il suono acquista uno spazio preponderante. Un mondo nel quale possiamo interagire con il suono.

Attraverso una serie di sale insonorizzate è possibile sperimentare e fare esperienza di cosa è il suono. In ogni sua forma. Microfoni, cuffie, touch screen, strumenti, ecc. rendono immediatamente accattivante questa esperienza.

Il terzo piano invece ci proietta nel passato. Un passato che noi oggi possiamo rivivere attraverso le filarmoniche ma che un tempo aveva il nome di Joseph Haydn, Wolfgang Amadeus Mozart, Ludwig van Beethoven, Franz Schubert, Johann Strauss, Gustav Mahler e tanti altri. Nome che hanno fatto la storia della musica viennese oltre che mondiale.

Ad ogni autore è dedicata una stanza monotematica nella quale, grazie all’audioguida gratuita, è possibile rivivere la storia e le opere principali di ogni compositore. Oggetti, aneddoti, immagini tutto quello che serve per inquadrare al meglio queste celebrità dei secoli scorsi.

Al termine del percorso si avrà la possibilità di dirigere la Filarmonica di Vienna attraverso un simulatore veramente eccezionale. Otto composizioni tra cui la celebre Radetsky March, il tutto presentato dall’intramontabile Zubin Mehta. Occhio a non sbagliare troppo se no i musicisti si arrabbiano…

Il quarto piano è un salto nel futuro, attraverso una serie di strumenti è possibile sperimentare la The Brain Opera, concetto sviluppato all’MIT che permette di creare la musica attraverso l’interazione con strumenti ed oggetti in grado di riprodurre melodie anche senza avere conoscenze musicali.

Se uno è proprio sfegatato può anche avere, ma non so a che prezzo, un cd con incisa la musica che ha personalmente composto.

A questo livello termina la visita al museo segnalata dall’immancabile presenza dello shop e del ristorante.

Indipendentemente che siate appassionati di musica o no, questo museo vale assolutamente la visita! Credo si possa inserire senza se e senza ma nei must to see di Vienna.

Riferimenti:

HAUS DER MUSIK Betriebsges.m.b.H.
Seilerstätte 30
A-1010 Wien
Tel. ++43-1-513 48 50
ax. ++43-1-513 48 50 48

Homepage: http://www.hdm.at
E-Mail: info@hdm.at

Vienna

Dire che cos’è Vienna con solo un giorno e mezzo a disposizione è impresa ardua. Difficile trarre conclusioni definitive anzi, direi impossibile.

Ciò non toglie che dopo 36 ore di full immersion, una qualche idea ce la siamo comunque fatta.

Innanzitutto non è tutto oro quello che luccica, nel senso che basta gettare l’occhio alla periferia per ammirare schifezze inaudite tipiche di ogni metropoli.

Però, come spesso si usa dire, sono i dettagli che fanno la differenza.

Tutto il nostro tempo lo abbiamo passato all’interno della zona del centro storico. Zona nella quale sono concentrate quasi tutte le attività culturali della capitale. Zona nella quale la libertà di movimento è garantita per ogni mezzo di trasporto: piedi, bicicletta, metropolitana, tram, bus, auto. Pare una bestemmia, ma non lo è. Con una sapiente distribuzione degli spazi, Vienna oscura Amsterdam per numero di biciclette e piste ciclabili. Siamo rimasti veramente sorpresi nel constatare come sia stato “rubato” asfalto alle automobili a favore delle biciclette praticamente in ogni strada.

E’ una città nella quale si ha l’impressione che niente stia fermo. Tutto è in movimento. Ma non si tratta di movimenti caotici, è come se ci fosse una regia occulta che muove ogni personaggio di questo palcoscenico le cui quinte sono semplicemente dei capolavori di architettura.

Vienna pare un’altra di quelle città a misura d’uomo…

Salzburg

Dopo una notte silenziosa ci alziamo alle 7,30 nella calma della campagna bavarese. Con nostra sorpresa veniamo accolti da un timido sole che da poco è uscito sopra le cime delle Alpi. Oggi doveva essere un giorno di pioggia stando alle previsioni, forse invece avremo un giorno di sole.

Dopo un’abbondante colazione ci dirigiamo verso Salisburgo per una visita approfondita della città vecchia. Il paesaggio che scorre veloce di fianco a noi è veramente stupendo, alla nostra destra svettano le cime imbiancate delle Alpi Bavaresi, alla nostra sinistra la vista spazia per chilometri sulla pianura ondulata. Uno spettacolo della natura che questa strada non deturpa.

Lasciamo l’auto nei pressi dello Schloss Mirabell e ci addentriamo nell’omonimo parco, il Mirabellgarten. Giardini curatissimi, un verde intenso decorato con fiori in splendide aiole. Tanti turisti, tanti italiani venuti per il ponte dell’Immacolata, forse troppi…

Nonostante il sole che ci accompagna in queste prime ore del giorno, un vento teso da est si fa sentire con il suo carico di freddo. Attraversato il parco ci ritroviamo sulle rive del fiume Salzach che taglia la città e divide pressapoco la parte “nuova” da quella vecchia. L’antica città infatti si sviluppava tra il fiume ed i pendii antistanti, dall’alto a dominare troviamo il castello Festung Hohesalzburg, una fortezza imponente che si è sviluppata nel corso dei secoli………

Attraversiamo il fiume e ci ritroviamo nella bolgia dei turisti che già da queste prime ore del giorno affollano le stradine e la via principale, Getreidegasse, e la Judengasse a seguire, qui è ancora possibile ammirare le vecchie insegne degli artigiani che un tempo svolgevano la loro attività. In ferro, in rame, in legno, vere opere d’arte a testimonianza di un passato glorioso.

Ad ogni piazzetta troviamo un mercatino natalizio, qui rispetto a quelli italiani, è possibile trovare veramente oggettistica da decoro degna di nota, oltre agli immancabili stands gastronomici. Il profumo della cannella e dei chiodi di garofano del vin brulè attira centinaia di persone. Un piccolo sollievo dal freddo intenso, un momento di relax per scaldare le mani e annusare i profumi speziati di questa bevanda.

Raggiungiamo uno dei punti nevralgici della città la Residenzplatz. La piazza ci accoglie con un brusio di voci e musiche indistinto, il mercatino brulica di persone intende ad acquistare ogni genere di oggettistica, il fumo del calderoni nei quali si scalda il vin brulè ci inebria. Siamo felici nonostante la ressa di turisti, ma del resto è il prezzo da pagare visto il periodo. Ci concediamo un pasto frugale e nel primo pomeriggio ci avventuriamo lungo la scalinata che sale verso il castello. Siamo un po’ a corto di fiato ma la fatica è ripagata da una vista mozzafiato. Dall’alto si domina non solo la città ma tutto il territorio che si estende ben oltre i confini dell’abitato. A sud svettano le Alpi Bavaresi cariche di neve. A nord l’occhio si perde nella pianura. Non si fatica a capire il motivo per cui questa fortezza venne costruita proprio qui.

Dopo la visita scendiamo di nuovo verso l’abitato e proprio alle pendici del monte visitiamo il cimitero cittadino, una vera chicca che consigliamo a chi visita Salisburgo. Le tombe raccolte a raggera intorno ad una chiesetta centrale sono stupefacenti per decori e forme.

E’ ormai ora di rientrare verso casa, non prima però di esserci riforniti di uno dei beni primari, ovvero la cioccolata senza tralasciare una visitina al negozio dell’albergo Sacher per acquistare l’omonima torta.

Arriviamo a Prien am chiemsee che sono da poco passate le 18. Lasciata l’auto in centro ci concediamo un ultimo giretto per il locale mercatino natalizio. Siamo senza parole! Raccolto intorno alla chiesa del paese, il mercatino è illuminato da centinaia di luci che con il buio della notte risplendono dando un aurea magica a questo posto. Pare il tipico paesino da fiaba di cui si è sempre sentito parlare ma che non si è mai visto. Beh possiamo dire che c’è. Manca solo la neve, ma in fondo non si può avere tutto.

Il Natale alle porte

Il Natale alle porte. Pare un titolo di un film di guerra, ma invece ci ritroviamo in terra tedesca a poche settimane da questo Natale farcito invece che col panettone dalla crisi che finalmente anche da noi può dirsi conclamata.

Con poco più di cinque ore di macchina ci siamo lasciati alle spalle Italia ed Austria per raggiungere le Alpi Bavaresi. Zona per noi inesplorata ma che da subito suscita sentimenti di gioia vera. Un po’ come ritrovarsi a casa nonostante aver accumulato centinaia di chilometri di asfalto.

Raggiungiamo la località di Prien am Chiamsee dopo aver combattuto con le code da traffico. Una ridente località bavarese accoccolata tra le colline che dolcemente si muovono alla base delle Alpi Bavaresi. La neve delle cime domina incontrastata sul verde di questi avvallamento che solo la dolcezza di un pasticcino potrebbe essere all’altezza.

Ci sistemiamo in un agriturismo a dir poco fantastico e siamo già in autostrada, scusate autobahn, in direzione Salisburgo.

Le luci di Natale ci accolgono vivide nella ridente cittadina austriaca. E ‘ già buio e anche se la maggior parte della città è oscurata dal buio, il resto è illuminato da miriadi di luci di ogni colore. Lasciata la macchina in parcheggio ci addentriamo nella città vecchia lanciando occhiate curiose alle vetrine. Scopriamo con nostra sorpresa che qui gli sconti sono già inziati. Chi il trenta chi il venti. Il tutto farcita dall’immancabile frenesia pre-natalizia.

Il freddo è pungente e un vento freddo soffia teso da est. La temperatura è vicina allo zero e siamo intirizzito dal freddo. Ogni occasione per concederci un vin brulè è ben gradica e a ben vedere non siamo gli unici.

Le ombre della notte donano a questa cittadina un fascina particolare. Ad ogni angolo scopriamo una decorazione diversa. Se non è la vista è l’udito a godere dell’atmosfera nataliziam con un canto od una musica ad allietare il nostro girovagare per gli anfratti medioevali di questa di questo borgo.

Luci, luci tante luci! Siamo quasi abbagliati dal volume di luci che ad ogni finestra o vetrina illuminano il nostro passaggio. Nonostante il freddo ci concediamo una lunga passeggiata lungo la via principale. Ma ormai è ora di cena e trovato un locale di nostro gradimento, ci laciamo coccolare dal dolce tepore dela stube che avvolge l’ambiente di un calore del tutto particolare. Un calore che sa di tradizioni antiche, un tepora che sa di casa.

Rientriamo verso la maison che sono già le dieci passate, orario questo già oltre il consentito. Tutto è silenzio. Tutto è immobile. Una cappa di gelo raffermo avvolge il paesaggio che ci circonda. Veloci rientriamo in casa e ci concediamo un meritato sonno ristoratore.