Bangkok market

Difficile descrivere questa prima vera giornata a Bangkok.
Dopo una notte un po’ complicata per via del mal di testa, ci svegliamo piuttosto tardi e solo verso le dieci e trenta lasciamo l’albergo. Con un taxi ci rechiamo alla stazione dello sky train più vicina, che in effetti a piedi risulterebbe piuttosto lontana da raggiungere, che si trova nel quartiere moderno, teatro nei mesi scorsi dei cruenti scontri tra i militari e le camice rosse.
Qui un gentilissima signorina ci scambia 1000 bath per permetterci di acquistare il biglietto per mo-chit (35 bath solo andata) obiettivo della nostra giornata. Infatti qui ogni weekend prende vita il mercato di Chatuchak, pare il più grande del sud-est asiatico. Non so sia vero, ma le dimensioni sono veramente impressionanti.
Abbandonato lo sky train, che tra l’altro offre una visione alternativa della città dall’alto, si passa attraverso un parco Queen Sirikit e si entra direttamente nel mercato.

Descrivere un mercato come quello di Chatuchak è impresa assai difficile. Certe cosa non si possono raccontare, rimangono solo impresse nei ricordi. Di certo questo mercato è un concentrato di tutto quello che si può immaginare e non parlo solo di merci commerciate. L’elemento predominante è sicuramente il caldo, a tratti opprimente, non da mai tregua sopratutto all’interno delle zone coperte nelle quali dei veri e propri vicoli si susseguono uno dietro l’altro in un dedalo di stradine a volte buie, a volte pregne di odori tra i più disparati in un fiume costante di gente. Il sudore qui si mischia alle spezie e al fumo, tre elementi che sembrano sempre presenti nella vita di strada a Bangkok.
Il mercato pare essere organizzato secondo una certa logica, almeno così ci sembra dopo aver trovato una pseudo cartina che spiega come sono distribuite le varie zone in base ai prodotti commercializzati. Per onore della cronaca qui cito i vari settori merceologici presenti: abbigliamento ed accessori, artigianato, ceramica e vasellame, decorazioni e mobilio, cibo e bevande, piante e attrezzi da giardino, oggetti d’arte, animali ed accessori per animali, libri, antichità , varie ed eventuali e abiti di seconda mano. Insomma c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Dopo 6 ore di mercato siamo stremati e carichi di borse, inoltre i primi effetti del pranzo cominciano a farsi sentire. Infatti tra le varie cose mangiate ho provato un’insalata di verdure tailandesi definita “spicy”. Beh devo ammettere che per la prima volta nella mia vita ho avuto qualche difficoltà a finire un piatto piccante. Veramente spicy! Ho poi scoperto che questi piatti non vanno mangiati come si fa di solito a boccate generose, ma con i denti. In questo modo si evita di avere un incendio costante alla labbra e il tutto appare molto più mangiabile.
Sono ormai le sei passate quando rientriamo in albergo e ci godiamo una doccia come se fossimo stati mesi nel deserto. Ma il riposo dura poco. Alle sette usciamo di nuovo e ci concediamo il nostro primo massaggio. Non saprei se definirlo una delizia o un supplizio, sicuramente il massaggio ai piedi è stato una delizia, ma quello alla schiena…
Domani giornata di esplorazione dedicata ai templi, ora invece è tempo di una buona dormita ristoratrice.