Bangkok commerciale

Il programma di oggi avrebbe dovuto prevedere la visita ad uno dei tanti floating market, ma stanotte dalle 3 in poi è praticamente venuto già il mondo e quando stamattina alle 5 è suonata la sveglia la situazione non era migliorata di molto, acqua, acqua e ancora acqua.
Girato gallone e sveglia alle 9, colazione e poi in taxi nel quartieri commerciale.

Entriamo al Discovery Center, un mall di 6 piani gigantesco. Come ormai di prassi all’ingresso controllo sicurezza zaini contro potenziali bombe, infatti anche domenica scorsa c’è stato un attentato con un morto proprio nella zona commerciale, ma l’aria tipicamente europea ci permette di saltare i controlli.
Ci aggiriamo tra un piano e l’altro con una temperatura che sarà di 20 gradi, fa un freddo porco qui dentro. Qui ogni oggetto costa come da noi, unica eccezione pare siano i libri il cui prezzo sembra veramente concorrenziale.

Finalmente possiamo goderci uno Starbucks in relax, moka frappuccino per me e un chocolate qualcosa per Lavi, sorseggiamo con calma mentre certo di dare assistenza in Italia per il primo casino lavorativo e Lavi aggiorna la moleskine con gli ultimi giorni.
Dopo qualche minuto entra un ladyboy che si siede di fianco a noi in compagnia di una compagna, anche lei presumiamo ladyboy ma è un po’ più complicato capirlo.
Qualche convenevolo e poi una delle due apre una cassetta veramente professional di trucchi e comincia a truccare l’altra. Una scena impagabile che si protrai per più di una mezzora nella quale ci scambiamo sorrisi. Noi ovviamente non possiamo fare a meno di guardare interessati alla scenetta e loro non possono far altro che sorriderci.
La giornata prosegue a suo di scale mobili e padiglioni nei 3 centri commerciali principali uno più grande dell’altro, nell’ordine Discovery, Siam e Paragon.
Ed è proprio in quest’ultimo che data la vastità e l’estensione finiamo per trascorrere più di 4 ore. Un dedalo infinito di corsie e stand, migliaia di luci che incessantemente ti bombardano, migliaia di persone che continuamente cammina da un capo all’altro quasi non avessero meta. La parola giusta per descrivere tutto ciò? Al momento ho in mente solo bolgia.
Il target per questo trittico di centri è decisamente alto e qualche domanda sul chi compra e come ce la poniamo piuttosto alla svelta, ovviamente le risposte tardano a venire. Certo è che a guardare il volume di strumenti tecnologici che si vedono in giro i casi sono due: o è tutto mercato nero, oppure ci manca qualche puntino da congiungere. Il dubbio rimane.
E’ tutto tanto, troppo, si ha sempre lo sconforto di fronte ad una scelta perchè l’offerta è talmente vasta che il dubbio di incorrere in un affare migliore solo qualche metro più in la è tremendo. Altro che shopping rilassante, questo è un vero e proprio stress.