Assen-Groningen

Ieri sera, dopo la pessima prestazione giornaliera e le pessime previsioni del tempo, si decide di cambiare itinerario puntando direttamente alla città di Groningen che diversamente avremmo solo sfiorato.

La padrona di casa ci accoglie a colazione con ogni ben di dio. Veramente abbiamo l’imbarazzo della scelta e per qualche minuto ci caliamo nella parte dell’olandese tipo. Dietro di noi infatti una grande vetrata da direttamente sulla strada e rigorosamente le tende sono tirate. Nonostante il tempo non sia proprio bello, la sala è illuminata da luce diffusa. Difficile per noi abituati a nasconderci dietro ogni paravento, immaginarci in questa situazione.

Sarebbe da provare seriamente.

Impachettiamo il dovuto e si parte.

Lentamente il temp0 pare volgere al bello e il sole prende il sopravvento sulla nuvole. Il vento continua incessante a soffiare portando a tratti nuvolo alternato a grandi schiarite.

Il programma prevede il passaggio attraverso il parco nazinale di Drentsche AA, una vera delizia per gli occhi e non solo. In breve ci ritroviamo un po’ spersi con indicazioni che forse a volte non riusciamo ad interpretare nella maniera corretta. Fortunatamente troviamo un punto informazioni e il responsabile si prende la briga di accompagnarci con la sua macchina all’inizio di uno dei sentieri che reputa più interessante. Che dire, penso ai nostri dipendenti statali dei parchi/musei e…….

Ci addentriamo nel parco e ci ritroviamo in un ambiente completamente diverso dal tipico paesaggio olandese. Anche qui, come il primo giorno, il terreno è prevalentemente sabbioso e la steppa, oltre ai campi di erica, la fa da padrone. In cielo splede un sole caldo che… eh sì nel giro di pochissimo minuti se ne va e facciamo appena in tempo a vestirci del necessario antipioggia che comincia a piovere. Ma non a piovere, A PIOVERE! Mai vista una roba del genere.

Facciamo 100 metri e sono spolto ovunque. Raggiungiamo un boschetto giusto in tempo per vedere smettere di piovere, grgrgrgr.

Non rimane che ripartire, ma passano solo pochi chilometri e un nuovo sguazzo si abbatte su di noi. Stavolta ci ripariamo sotto una tettoia di fortuna di un cartello informativo. Facciamo così la conoscienza con un signore che, sorpreso anche lui dall’acquazzone, si è riparato come noi. Si scambia qualche parola, si ride del tempo, lui gioca col cane. Passano i minuti e pare spiova.

Sì il sole ritorna prepotentemente a dire la sua, ma non per molto perchè dopo un paio di chilometri questa volta è il tuono a far sentire la sua voce. E che voce!!!

Signori nel giro di 3 minuti viene giù il finimondo, per fortuna scoviamo un sottopassaggio, già stipato di ciclisti all’inverosimile, e ci rifugiamo come possiamo. Si scambia qualche parola, si fa conoscienza, si scattano fotografie.

Solidarietà tra ciclisti. Sfigati aggiungo io 🙂

Finalmente diminuisce l’intensità e ci rimettiamo in marcia. Le ciclabili sono pressochè allagate e l’acqua arriva ovunque. Come se non bastasse ci tocca attraversare un pezzo che in condizioni normali sarebbe bellissimo, completamente immerso nel bosco, oggi invece con la pioggia è un bagno di fango. Le bici sono inguardabili, i freni fanno un rumore bestiale per la sabbia sui serchi, le borse sono merde di fango, speriamo solo sia tutto asciutto.

Come per magia al termine del pezzo sterrato, c’è un ristorante. Puro caso? Ovviamente non ci formalizziamo e dato che sono le 14 passate decidiamo che è ora di pranzo.

Finalmente il tempo volge al bello, sempre a fine giornata pare………

Raggiungiamo Groningen che sono da poco passate le 16. Solito giro turistico all’ufficio collocamento e via in hotel per doccia e cena.

Domani nuovo cambio di programma, staremo in questa città, anche per vedere qualcosa, dopo domani invece tappone dolomitico di quasi 100 km, non aggiungo altro.

Buonanotte.